Filarmonica della Scala, inaugura la nuova Stagione

Lunedì 19 gennaio 2026 inaugura la nuova Stagione della Filarmonica della Scala. Il direttore principale Riccardo Chailly continua l'esplorazione dell'opera di Sergej Prokof’ev affrontando il Concerto n. 3 in do maggiore op. 26 per pianoforte e orchestra.
Ospite d'eccezione Alexander Kantorow, per la prima volta al Piermarini e primo pianista francese a vincere il concorso Čajkovskij nel 2019. Nel 2024 ha affascinato gli spettatori di tutto il mondo suonando Jeux d'eau di Maurice Ravel sotto la pioggia per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi e oggi è tra i solisti più richiesti. Nella seconda parte del concerto Chailly torna alla musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij con la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36, "confessione musicale dell’anima", dei sentimenti intensi e complessi che attraversavano il suo autore durante il periodo di crisi che seguì il fallimento del suo matrimonio, quando fu costretto a lasciare la Russia. Domenica 18 gennaio si può assistere alla prova aperta del concerto dedicata alla Fondazione Giulia Cecchettin che destinerà il ricavato al progetto "A scuola di relazioni" dedicato a promuovere l’educazione alle relazioni e al rispetto nelle scuole secondarie di II grado dei territori italiani più fragili. L'iniziativa si avvale dell’intervento di formatori esperti sui temi della parità e della prevenzione della violenza di genere. La musica è un alleata preziosa e funge da cassa di risonanza di temi e spunti sociali: "A tutt' oggi la Filarmonica della Scala è sicuramente una formazione giovane rispetto alle grandi, secolari, orchestre europee, ma i pochi decenni di attività sono testimoni di una straordinaria ricchezza, dove i maggiori direttori e solisti del nostro tempo, da Claudio Abbado a Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti, Daniel Barenboim e molti altri, si sono alternati sul podio di questa sala prestigiosa e all’estero dando vita a una straordinaria successione di luoghi e di volti".

Copertina: Inaugurazione Stagione 2025 © Giorgio Gori

Qui sopra: Alexandre Kantorow 24-25 (c) Sasha Gusov

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LE PARTITURE

"lI Concerto n. 3 nasce come un’opera-soglia in cui Prokof’ev cerca di conciliare la propria tensione verso la modernità e l’audacia sperimentale con la ricerca di un successo immediato, legato ovviamente all’uso di stilemi già conosciuti dal pubblico: questa sorta di compromesso diventa paradossalmente il punto di forza del lavoro, che unisce ironia e lirismo, audacia armonica ed echi tardoromantici, momenti di visionario spaesamento e spettacolare brillantezza. A questa dimensione si affianca un elemento meno evidente ma decisivo: la consapevolezza, da parte di Prokof’ev, della crisi del concerto di stampo ottocentesco e della necessità di riformulare il rapporto tra solista e orchestra. […] Se il Concerto n. 3 di Prokof’ev guarda al futuro con ironica lucidità, la Quarta Sinfonia di Čajkovskij è invece un’opera che affonda le radici nel dramma esistenziale del suo autore, trasformando il conflitto interiore in architettura sonora. […] Ridurre la Quarta Sinfonia a un semplice poema autobiografico sarebbe fuorviante. Però è lo stesso Čajkovskij ad affidare alla von Meck una delle più celebri chiavi di lettura della sinfonia: la nozione di Fatum, un destino ineluttabile che incombe sull’individuo e ne ostacola la felicità". (note di sala a cura di Luca Ciammarughi)

La Filarmonica della Scala (ph. Filarmonica della Scala)