Brescia Photo Festival giunge alla nona edizione

Brescia Photo Festival giunge alla nona edizione. Appuntamento da giovedì 26 a domenica 29 marzo 2026 con una nuova formula che comprende mostre, conferenze, presentazioni di libri, incontri con artisti, critici e studiosi . La manifestazione,  interamente dedicata alla forma d’arte che più di ogni altra riesce a interpretare il tempo presente, ha già visto, negli anni scorsi, la città della Leonessa rendersi protagonista a livello nazionale con importanti antologiche come quelle dedicate a Joel Meyerowitz, Ansel Adams, Weston (Edward, Brett, Cole, Cara), Alfred Seiland e con decine di rassegne di ricerca, studio e dossier per raccontare la ricerca di maestri come Franco Fontana, Gianni Berengo Gardin o Maria Vittoria Backahus. La nuova edizione svela non più soltanto un palinsesto di appuntamenti ospitati nelle sedi istituzionali, ma un progetto diffuso che nasce dal tessuto urbano e lo attraversa, coinvolgendo accanto alle principali Istituzioni culturali anche spazi indipendenti, realtà associative e luoghi del quotidiano.
A Santa Giulia la mostra di Bruce Gilden
Attraverso il linguaggio della fotografia si costruisce, così, una rete viva di ambienti e relazioni che anima la città e mette in connessione tra loro le energie culturali e artistiche locali. Saranno quattro giorni intensi in cui la città si trasformerà in un laboratorio aperto, accogliendo esposizioni, conferenze, incontri, proiezioni e presentazioni di libri con artisti, critici e studiosi. Il pubblico è invitato a attraversare il tessuto urbano seguendo il filo delle immagini, scoprendo nuovi spazi e nuove prospettive. Con la regia di Fondazione Brescia Musei saranno protagonisti della kermesse, tra gli altri, Giovanna Calvenzi, Diego Cascio, Francesco Cito, Paolo Clerici, Denis Curti, Marco Gehlhar, Bruce Gilden, Andrea Holzherr, Paolo Landi, Roberto Mutti, Alberto Prina, Lea Sansone, Ferdinando Scianna, Massimo Sestini, Giovanni Valagussa, Il Festival è promosso dal Comune di Brescia e dalla stessa Fondazione Brescia Musei con la curatela artistica di Renato Corsini, in collaborazione con Cavallerizza - Centro della Fotografia Italiana e con alcune delle più attive realtà culturali del territorio: Accademia di Belle Arti Santa Giulia, Consorzio Marmisti Bresciani, LABA - Libera Accademia Belle Arti, Museo Nazionale della Fotografia Cinefotoclub, Fondazione Provincia di Brescia Eventi, Fondazione Clerici, MITA, Editrice Morcelliana, Mutty Gallery, che animeranno oltre una dozzina di venue dell’evento. Aprirà il programma la mostra dedicata, dal 27 marzo al 23 agosto, a Bruce Gilden (New York, 1946), membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos, conosciuto come uno dei pionieri della Street Photography, celebrato, per la prima volta in Italia, con un unico progetto composto anche da una installazione site-specific. L’esposizione dal titolo Bruce Gilden. A closer look - la prima grande monografica dedicata al fotografo newyorkese mai presentata in Italia - è curata da Denis Curti e ospitata dal Museo di Santa Giulia dove sarà presentato un corpus di 80 fotografie.
  
Il percorso ruota attorno a Faces (2013 - 2024), ritratti di persone caratterizzati dall’accento dinamico, da particolari qualità grafiche e dal modo originale e diretto con il quale Gilden fotografa i volti con l’ausilio del flash. Sono scatti realizzati come una cronaca figurativa di città in giro per il mondo, dagli Stati Uniti all’Inghilterra, passando per il Messico, la Grecia e la Colombia. Accanto ad essi saranno esposte le foto in bianco e nero degli esordi (1968), scattate in Giappone con alcuni rappresentanti della Yakuza (1996-1999), ad Haiti (1985-1995), in Europa, tra Francia (1994-2015), Irlanda (1996-1997) e Inghilterra (2000-2012), ma soprattutto nella sua città natale: New York (1969-1995). Completano la rassegna due contributi audiovisivi: il primo è un'intervista del reporter britannico Martin Parr, recentemente scomparso, nella quale Gilden racconterà le sue vicende biografiche e la sua carriera professionale; il secondo è un video realizzato dall’Agenzia Magnum Photos. L’installazione site-specific dal titolo Grace/Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, pensata appositamente per questa prima presentazione italiana, svela il dittico commissionato da Fondazione Brescia Musei al fotografo newyorkese per arricchire la propria collezione. L’opera reinterpreta il concetto di "grazia" - esemplificato dalle due opere di Raffaello in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry in programma al Metropolitan Museum of Art di New York dal 29 marzo - ed è allestita sino al 12 luglio 2026 alla Pinacoteca Tosio Martinengo. Il progetto è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’intento è stato quello di affermare la fotografia come principale mezzo artistico della contemporaneità, capace di confrontarsi con i grandi temi dell’arte del passato.

 
Realphoto - Un'agenzia per la libera fotografia
Un’agenzia per la libera fotografia è il titolo della rassegna che fino al 10 maggio sarà, invece, ospitata dalla Cavallerizza - Centro della Fotografia Italiana che, attraverso il tema del viaggio, celebra l’agenzia Realphoto che ha operato negli anni Sessanta e che è stata in qualche modo il contraltare della ben più nota agenzia Magnum. Tra i fondatori di quell’agenzia, Caio Mario Garrubba, Nicola Sansone e Calogero Cascio sono stati, per impegno e produzione di lavoro, i più rappresentativi  nella ricerca di un nuovo linguaggio delle immagini. Ai loro reportage è dedicata l’esposizione, curata da Renato Corsini, che sarà inaugurata sabato 28 marzo alle ore 18.30. La Cina ai tempi di Mao nel 1959 di Caio Mario Garrubba, il Vietnam di Calogero Cascio e l’America di Nicola Sansone negli anni Sessanta sono tre testimonianze di quello che non è stato solo un fermento fotografico ma anche e soprattutto sociale. Caio Mario Garrubba sarà protagonista anche dell’esposizione in programma a MITA, dove, venerdì 27 marzo sarà inaugurata Maramao. La rivoluzione culturale di Mao Zedong, esposizione sempre curata da Renato Corsini che raccoglie immagini vintage e oggetti di propaganda legati alla rivoluzione culturale di Mao Zedong "in dialogo" con la grande esposizione di tappeti cinesi "Le trame del dragone", attualmente in corso. La visione fotografica di Garrubba (1923-2015) s’intreccia con la ricchezza simbolica e storica dei tappeti, offrendo uno sguardo inedito sulle relazioni tra fotografia e tradizione tessile. La mostra chiuderà il 3 maggio 2026. Lo sbadiglio dell’archivista. infine, è una mostra - promossa dall’Associazione Carme - delle opere degli allievi del biennio di fotografia della LABA - Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, sviluppata a partire dalle collezioni di Fondazione Ago di Modena e che inaugurerà il 26 marzo negli spazi di Carme con un intervento di Mauro Zanchi, storico dell’arte. L’esposizione, ispirata a un’immagine ottocentesca (La cicogna lettrice, Litografia Bognard, Parigi), presenta undici sguardi sulle collezioni di Fondazione Ago attraverso progetti fotografici e multimediali, tra video e installazioni. Le opere riflettono sull’archivio come struttura del sapere e sui criteri che ne orientano la lettura, esplorando microstorie, memorie dimenticate e visioni del futuro rimaste incompiute. Il progetto coinvolge undici allievi della LABA - Elisa Barison, Maila Blasi, Paola Bormioli, Beatrice Burlone, Silvia Cavazzi, Viola Consigli, Sofia Gorini, Simone Nebbia, Elisa Pasotti, Vittoria Signoretto e Marco Zerbinati - coordinati dall’artista e docente Simone Santilli.  

Mostra Bruce Gilden: © Bruce Gilden / Magnum Photos