Da sabato 18 a martedì 21 aprile 2026 Paris Internationale approda per la prima volta fuori dalla Francia, scegliendo Milano come primo contesto estero per la propria espansione. Ospitata a Palazzo Galbani, nel cuore della città, a pochi passi dal Pirellone, e inserita nei calendari della Milano Art Week e della Milano Design Week, la prima edizione milanese della fiera riunisce 37 gallerie e spazi che la confermano come una manifestazione indipendente, non profit e curatoriale, dalla forte vocazione alla ricerca e alla sperimentazione, capace di mettere in dialogo pratiche emergenti e ricerche consolidate. Gratuita fin dalla sua nascita, anche a Milano questa "vetrina" continua a essere accessibile a tutti, rafforzando un modello di partecipazione aperto e inclusivo in cui le idee circolano senza gerarchie.

Più che una fiera, Paris Internationale, anche nella sua declinazione milanese, è una piattaforma di ricerca, una comunità di progetto, un ecosistema collaborativo che supera le logiche tradizionali del mercato per privilegiare qualità, relazioni e sperimentazione. Sviluppata attraverso una rete di partnership istituzionali, editoriali e indipendenti, e con un public program concepito come piattaforma autonoma di produzione critica, Paris Internationale Milano punta per il suo debutto italiano a una forte integrazione nel contesto culturale della città. Grazie a collaborazioni come quelle con Fondazione Nicola Trussardi, Special Public Program Partner, e con Fondation Cartier, Fondazione Elpis, Il Giornale dell’Arte, Lenz e Park, contribuisce a costruire un programma diffuso e multi-voce che attraversa la fiera e ne ridefinisce il formato. Selezionate per la coerenza e l’ambizione dei loro programmi, le gallerie riflettono l’identità curatoriale della piattaforma: una comunità internazionale in cui pratiche emergenti e ricerche consolidate entrano in dialogo in un formato espositivo esigente e concentrato. Tra le gallerie già parte della comunità di Paris Internationale: Ciaccia Levi (Parigi/Milano), Crèvecœur (Parigi), Deborah Schamoni (Monaco), Gregor Staiger (Zurigo/Milano), Stereo (Varsavia), Veda (Milano). Accanto a queste, tra le nuove partecipazioni spiccano Emanuela Campoli (Parigi/Milano), Jocelyn Wolff (Parigi), kaufmann repetto (Milano/New York), Luisa Delle Piane (Milano), Sylvia Kouvali (Londra/Pireo). Fedele al proprio approccio curatoriale, la fiera privilegia presentazioni monografiche o a due voci, concepite come veri e propri progetti espositivi. Questo formato incoraggia una fruizione più lenta e attenta, permettendo alle opere di articolarsi in relazione tra loro e con lo spazio.
UN MODELLO ALTERNATIVO
Fondata a Parigi nel 2015 da un gruppo di galleristi, Paris Internationale è oggi una piattaforma indipendente e non profit che promuove un modello di fiera alternativo: più concentrato, curatoriale e attento alle esigenze di artisti e operatori del settore. Ideata da un gruppo di galleristi, è oggi una piattaforma non profit che promuove un modello alternativo di fiera: più compatto, curatoriale e orientato alla ricerca, in cui il valore risiede nella qualità delle relazioni e delle proposte più che nella scala. Con la sua prima edizione internazionale, apre a Milano un nuovo capitolo, rafforzando il dialogo tra scene artistiche europee e consolidando il proprio ruolo come luogo di incontro, produzione e confronto per l’arte contemporanea.
Copertina - Paris Internationale Milano 2026. Ph. Sebastiano Pellion