L'AAMOD sui tagli: "Chi ha paura della memoria?"

L’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), dopo un serrato confronto con autori, operatori e rappresentanti della cultura, si mobilita contro i recenti tagli operati dal ministero della Cultura nel settore cinematografico e audiovisivo, chiedendo riforme, trasparenza e tutela del patrimonio audiovisivo. L’evento è stato coordinato da Aurora Palandrani, Luca Ricciardi e Matteo Angelici, oltre che dal presidente dell’AAMOD Vincenzo Vita. Al centro del dibattito è posta la drastica riduzione dei finanziamenti pubblici che colpisce non solo l’Archivio - con una riduzione di circa il 25% alle proprie attività - ma anche opere e progetti di grande rilevanza culturale e civile: dall’esclusione del documentario sul caso Regeni fino alla mancata valorizzazione di lavori di alto profilo storico, come la sceneggiatura di Bernardo Bertolucci. L’incontro ha evidenziato con forza il valore insostituibile degli archivi audiovisivi, non soltanto come strumenti di conservazione, ma come veri e propri laboratori del presente.
Courtesy di Anna Rita Cattolico
"La memoria storica, custodita e reinterpretata attraverso il lavoro creativo, rappresenta, infatti, una chiave essenziale per comprendere e costruire il futuro. Il patrimonio audiovisivo, pubblico e privato, vive grazie all’impegno quotidiano di archivisti, tecnici, autori e operatori culturali che, con passione, competenza e spirito collettivo, contribuiscono alla costruzione di opere documentarie e alla diffusione di una coscienza condivisa. In questo contesto, appare particolarmente grave il ridimensionamento delle attività AAMOD, che negli ultimi anni avevano registrato una crescita esponenziale di interesse da parte del pubblico e degli operatori del settore, soprattutto nei campi del riuso creativo delle immagini d’archivio e dei processi di digitalizzazione". Spiega ancora l'Archivio: "Il confronto tra il 2024 e il 2025 restituisce un quadro preciso e allarmante: i contributi complessivi scendono da 380.000 euro nel 2024 a 290.000 euro nel 2025, con un taglio totale di 90.000 euro (-23,68%). Nel dettaglio, il progetto di recupero e trattamento del patrimonio audiovisivo cala da 200.000 euro a 150.000 euro, con una riduzione del 25% e una contrazionee del punteggio da 81 a 64. Il festival UnArchive Found Footage Fest passa da 80.000 euro a 60.000 euro (-25%), con una perdita di 14 punti (da 79 a 65), mentre il Premio Zavattini scende da 30.000 euro a 25.000 euro (-16,67%), con un punteggio che cala da 78 a 68. Anche L’Aperossa registra una diminuzione da 25.000 a 20.000 euro (-20%), con punteggio da 73 a 65, e il progetto 'Il cinema politico' passa da 20.000 a 15.000 euro (-25%), con punteggio da 69 a 64".
  
"Si tratta di interventi che colpiscono progetti consolidati e già realizzati nel 2025, aggravati da un ritardo superiore a un anno nell’assegnazione delle risorse - rimarca l'AAMOD -. Questa tendenza non riguarda soltanto noi ma si inserisce in un contesto più ampio di redistribuzione squilibrata delle risorse, che penalizza realtà storiche e iniziative di comprovato valore. Subiscono, infatti, riduzioni rilevanti il Festival Cinema Oltre del Palladium, il Festival dei Popoli, il Filmmaker Festival e le attività di Doc/it, mentre viene addirittura azzerato il sostegno all’Archivio Cinematografico della Resistenza. Analogamente, la Cineteca Lucana registra un drastico ridimensionamento. Al contrario, emergono situazioni di forte incremento per soggetti meno strutturati..". Alla manifestazione hanno preso parte numerosi esponenti del mondo culturale, politico e cinematografico, sia in presenza che in collegamento, esprimendo un sostegno unanime all’AAMOD e una forte preoccupazione per il futuro del settore. Sono intervenuti, tra gli altri, Peppe Servillo, Giuseppe Giulietti, Barbara Scaramucci, Gaetano Amato, Stefano Rulli, Francesco Ranieri Martinotti, Sabrina Di Marco, Wilma Labate, Monica Maurer, Christian Carmosino, Emiliano Leonetti, Rossana Rummo, Michele Conforti, Alex Hobel, Maurizio Sciarra e Paola Scarnati. Vincenzo Vita ha dichiarato: "Se è vero che il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni hanno dichiarato la loro insoddisfazione per le scelte delle apposite commissioni di valutazione dei contributi 'selettivi' ai film e alle attività di promozione, a questo punto può essere agito l’'annullamento in autotutela'. Si tratta di uno strumento tutt’altro che inedito a fronte di procedure concorsuali dall’esito discutibile. Insomma, davanti a quanto è successo ciò che, comunque, appare urgente è procedere ad una profonda revisione dei meccanismi che presiedono a simili scelte. In generale, si pone il problema di una vera riforma del settore, in preda oggi ad un pericoloso 'liber-sovranismo': tutto il potere ai soggetti più forti del mercato con la maschera dell’interesse nazionale. Si è proposto di dare vita ad un coordinamento tra tutti i soggetti interessati alla tutela attiva della memoria, nella stagione in cui il passato va oscurato e rimosso, perché lì si può rintracciare qualche album di famiglia assai imbarazzante. Serve un movimento 'intersezionale', che voglia dialogare con i diversi momenti di attivazione sociale: da Gaza al NO al referendum sui magistrati alle manifestazioni contro i Re e le Regine. Siamo addolorati per il mancato finanziamento a film che lo meritavano, a partire da quello sulla tragedia di Giulio Regeni. Così siamo colpiti enormemente per la diminuzione delle risorse dell’AAMOD del 24%, oltre tutto con una decisione arrivata con oltre un anno di ritardo. Non ci arrendiamo, la storia non finisce qui". È stato annunciato il ricorso contro le decisioni del ministero della Cultura "con la volontà di ristabilire criteri equi e trasparenti che riconoscano il merito, la qualità e l’impatto culturale delle attività svolte".