Vigilia di ART CITY Bologna | Il corpo della lingua
Da giovedì 5 a domenica 8 febbraio 2026 torna, per la quattordicesima edizione, ART CITY Bologna, uno degli appuntamenti italiani più attesi dedicati all’arte contemporanea. Promossa dal Comune con il sostegno di BolognaFiere, la manifestazione propone un programma ampio e articolato capace di coinvolgere cittadini e visitatori in un’esperienza culturale diffusa. Diretta per il nono anno consecutivo da Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo - Museo d’Arte Moderna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, la manifestazione ha come main sponsor il Gruppo Hera. Rispettando la tradizione, ART CITY Bologna si svolge in affiancamento ad Arte Fiera, inaugurando congiuntamente alla quarantanovesima edizione della kermesse (6 - 8 febbraio 2026), la prima sotto la direzione artistica di Davide Ferri, con la direzione operativa di Enea Righi, intitolata Cosa sarà. A caratterizzare l’edizione di quest’anno è lo Special Program, dal titolo Il corpo della lingua, che prosegue nel solco della sperimentazione attraverso la curatela di Caterina Molteni. Il programma invita artiste e artisti italiani e internazionali - giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato - a intervenire in spazi solitamente non destinati alla fruizione espositiva, luoghi poco conosciuti dal grande pubblico, esplorando la formazione e l’insegnamento come esperienze fisiologiche e sensibili. In questa prospettiva, l’appuntamento 2026 presenta una speciale collaborazione con l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, istituzione cittadina per eccellenza dedicata alla conoscenza, al dialogo e al cambiamento, rafforzando ulteriormente il legame tra la manifestazione e il tessuto culturale e civile della città. Nei giorni della rassegna l’intera città si trasforma in un palcoscenico diffuso dedicato alla cultura contemporanea. Oltre 300 appuntamenti, tra mostre, performance, talk, installazioni ed eventi promossi da soggetti pubblici e privati, restituiscono la vitalità e la ricchezza della scena artistica bolognese. In questo dialogo continuo tra musei, gallerie, spazi indipendenti e realtà produttive, ART CITY svolge anche un ruolo centrale di promozione territoriale, contribuendo a delineare l’immagine di Bologna come laboratorio culturale aperto, dinamico e generoso, in cui arte, comunità e storia si intrecciano. Nell'ottica di favorire l’accessibilità e la più ampia partecipazione, anche per il 2026 sono offerti ingressi gratuiti o agevolati nei luoghi del programma. Il programma completo, con le mostre e gli eventi selezionati, è disponibile sul sito web www.artcity.bologna.it."ART CITY Bologna rappresenta uno dei momenti più significativi della vita culturale della nostra città. Un appuntamento che non è soltanto un grande evento artistico, ma un’esperienza collettiva, capace di coinvolgere la comunità cittadina e di attrarre appassionati, professionisti e visitatori dall’Italia e dal mondo. In questi giorni Bologna si apre, letteralmente, all’arte contemporanea: schiude il suo patrimonio, i suoi musei, le sue gallerie, i suoi spazi più noti e quelli meno conosciuti, trasformandosi in un palcoscenico diffuso in cui l’arte diventa occasione di incontro, riflessione e partecipazione. ART CITY Bologna è il segno concreto di una città che vive la cultura non come ornamento, ma come parte essenziale della propria identità civile. Il legame con Arte Fiera, che trova nella Fiera di Bologna un polo culturale di straordinaria importanza, rafforza ulteriormente questa visione e valorizza il ruolo della nostra città come capitale della cultura contemporanea, confermandone la vocazione internazionale e la capacità di essere luogo di produzione, confronto e sperimentazione artistica. L’edizione 2026 testimonia ancora una volta la qualità della proposta culturale e la forza delle collaborazioni che la rendono possibile: dalle istituzioni museali all’Università di Bologna, dai soggetti pubblici a quelli privati, fino agli artisti e alle artiste che scelgono di dialogare con la città e con i suoi spazi. E' un laboratorio aperto, accessibile, generoso, in cui l’arte contemporanea diventa strumento di crescita culturale, di promozione territoriale e di costruzione di una comunità sempre più consapevole, inclusiva e internazionale" (Matteo Lepore, sindaco di Bologna).



