GAZA, il futuro ha un cuore antico. Mostra a Torino

Fondazione Merz, Museo Egizio di Torino e MAH - Musée d’art e d’histoire di Ginevra presentano GAZA, il futuro ha un cuore antico. Materie e memorie del Mediterraneo, una grande mostra internazionale che, attraverso il dialogo tra archeologia e arte contemporanea, restituisce la profondità storica e culturale di Gaza, crocevia millenario di commerci, culture e credenze, sottraendola a una lettura esclusivamente contingente e invita a riflettere sul valore universale del patrimonio come luogo di memoria, identità e futuro. Il progetto mette in relazione una selezione di circa ottanta reperti archeologici del MAH - Musée d’art e d’histoire di Ginevra su mandato dello Stato di Palestina e del Museo Egizio di Torino - dall’età del bronzo al periodo ottomano - con le opere di artisti contemporanei palestinesi e internazionali (Samaa Emad, Mirna Bamieh, Khalil Rabah, Vivien Sansour, Wael Shawky, Dima Srouji e Akram Zaatari).
L’allestimento è integrato da una selezione di fotografie di Gaza concesse dall'archivio dell'UNRWA - Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi in Asia Occidentale.I reperti in mostra provenienti da Gaza sono una selezione dalla collezione di circa 500 pezzi custoditi temporaneamente presso il MAH di Ginevra su mandato dello Stato di Palestina, inizialmente destinata alla creazione di un museo archeologico in Palestina, progetto rimasto incompiuto a causa dei conflitti che hanno interessato l’area. La mostra si inserisce nel dibattito sulla distruzione del patrimonio culturale, fatto non solo di siti archeologici, monumenti storici e altre rappresentazioni fisiche del passato perduti o gravemente danneggiati, ma anche dalle persone che li hanno vissuti, celebrati, e identificati come parte della loro eredità culturale e che ora sono morte o fuggite in seguito alla guerra. In questo senso Gaza rappresenta solo l’ultimo di una serie di eventi distruttivi che, conflitti bellici e non solo, stanno causando in tutto il mondo. Tra gli obiettivi dell'importante mostra si evidenzia quello di tenere viva la memoria di una civiltà millenaria e delle comunità che la incarnavano, sensibilizzando il pubblico sulla necessità di proteggere e tramandare il patrimonio culturale minacciato dalla guerra e dall'oblio attraverso il dialogo tra reperti archeologici e opere d’arte contemporanea. Fin dall’Età del Bronzo, Gaza ha rappresentato un nodo strategico nelle relazioni tra Africa, Asia e Mediterraneo, luogo di scambio e di incontro tra civiltà diverse. Punto di passaggio per rotte commerciali, religiose e culturali, la città ha conosciuto nel corso dei secoli una straordinaria stratificazione storica. Sono proprio questi aspetti che la selezione di reperti vuole sottolineare. Il dialogo con la collezione del Museo Egizio di Torino contribuisce ad evidenziare questa fitta rete di connessioni, inserendo Gaza in una geografia più ampia di relazioni e influenze reciproche, e contribuendo a restituire la complessità di un territorio che ha svolto un ruolo centrale nella storia del Mediterraneo. La tutela del patrimonio culturale è un tema più che mai attuale e che riguarda l’intera umanità. Mostrare gli effetti della guerra su Gaza, come nel resto del mondo, sulla memoria materiale contribuisce a sensibilizzare il pubblico alla responsabilità collettiva di conservazione. A questo scopo il percorso evidenzia la fragilità del patrimonio culturale in contesti di conflitto, affidando alla sensibilità di artiste e artisti contemporanei l’indispensabile dialogo tra memoria e contemporaneità oltre alla possibilità di nuove narrazioni. La densità della storia palestinese è, dunque, un tesoro inestimabile quanto il suo avvenire; la mostra ne affronta la complessità in modo gentile ma senza sconti. Il progetto propone un fitto calendario di appuntamenti - dagli incontri ai workshop, dalla performance alle presentazioni - in spazi storici e in prestigiose istituzioni torinesi, dichiarando un legame profondo e solidale di vicinanza e sostegno da parte di una rete culturale, internazionale e cittadina, attenta e partecipe. 

Copertina - Khalil Rabah, Abaout the Museum, 2004-2011, cassa di legno, vetro, 11 piante di ulivo, testo. Courtesy the artist 

Sopra - Insieme di 30 lucerne bizantine, 501–600; civiltà: Impero bizantino. Luogo di ritrovamento: Gaza, Jabaliya. Terracotta. Proprietà dello Stato di Palestina, in deposito temporaneo al MAH - Musée d’art e d’histoire de la Ville de Genève. Foto Bettina Jacot-Descombes 

Qui sotto - Frammento di sarcofago del tipo detto “a pantofola”. Terracotta. Nuovo Regno, epoca ramesside (1292-1077 a.C.). C. 2210, Museo Egizio

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GAZA, il futuro ha un cuore antico
Materie e memorie del Mediterraneo
Martedì 21 aprile - Domenica 27 settembre 2026
Fondazione Merz
Via Limone 24
Torino
Un progetto di Fondazione Merz, Museo Egizio di Torino e MAH - Musée d’art e d’histoire di Ginevra, reso possibile dall’assenso dello Stato di Palestina con il sostegno del CIPEG - Comité international pour l’égyptologie (ICOM). La mostra si giova del Patrocinio della Città di Torino