La Galleria Poggiali presenta Il cielo sopra Milano, mostra di Andreas Zampella a cura di Nicolas Ballario, un’installazione che ricrea negli spazi della galleria uno strano e inquietante cielo stellato, che la città di Milano potrà ammirare ogni notte dall’esterno degli spazi. La mostra inaugurerà mercoledì 11 febbraio 2026 presso la sede milanese della galleria, in Foro Buonaparte 52. In una città dove le stelle non si vedono più, dove il cielo è stato cancellato dall’illuminazione pubblica, dalla pubblicità, dal riflesso continuo del consumo su se stesso, la notte esiste ancora, ma non è più buia.

Allora Andreas Zampella, come afferma Nicolas Ballario "compie un gesto che ha qualcosa di arcaico e insieme di profondamente contemporaneo: restituisce le stelle allo sguardo, portandole dentro una stanza. Dal soffitto della Galleria Poggiali prende forma una costellazione innaturale. Oggetti di uso comune, frammenti del quotidiano e resti di una civiltà iperfunzionante vengono incollati, sospesi, sottratti alla gravità del loro destino. Dove sarebbero dovuti cadere, restare, marcire, ora brillano. Il buio li accende. La fluorescenza li trasforma in segnali, in presenze, in corpi celesti improvvisati. Sono oggetti destinati a essere buttati, e forse anche per questo diventano una natura morta. Ma è una natura morta che tradisce il suo stesso nome: perché qui nulla è davvero immobile, nulla è pacificato. Queste forme sembrano vive, instabili, pronte a mutare stato. La luce che emanano non consola: inquieta". Zampella nella sua opera elabora l’idea che la vita quotidiana sia una rappresentazione continua e che la natura morta sia oggi una forma pura di spettacolo e un’immagine fortemente evocativa. La natura morta, nell’accezione di Giorgio de Chirico è infatti una rappresentazione della "vita silenziosa degli oggetti".
 |
| Andreas Zampella, ritratto |
Nella sua rielaborazione l’artista vede la vita come una fonte di luce e la costellazione proposta negli spazi della Galleria Poggiali allude all’ambivalenza fra la vitalità della luce e la morte dell’oggetto dimenticato. Così il suo lavoro suscita nell’osservatore un senso oscillante fra stanchezza e tensione, ironia e malinconia, per guidarlo a una riflessione sulla mortalità e sul senso del tempo nella vita umana. L’installazione, infatti, ci spinge a guardare in alto, un gesto quotidiano e spesso condotto in solitudine, ma ad oggi quasi dimenticato. In mostra lo sguardo è costretto a farlo. Questi oggetti trovati e riassemblati, diventano galassie artificiali. Mondi lontani e vicinissimi insieme. Un universo costruito con ciò che resta. Un cosmo senza eroismo, senza conquista, senza promessa. Solo deriva. Solo luce fredda nel buio. In questo universo l’uomo non è al centro, ma sotto. Minuscolo. Spettatore di ciò che ha creato e già dimenticato. Andreas Zampella (Salerno, 1989) vive e lavora a Milano, dove sviluppa una pratica artistica che fonde pittura, scultura, installazione e spazi site specific. La sua ricerca si concentra sulla trasformazione della rappresentazione, creando ambienti in cui realtà e immaginazione si intrecciano, e dove l’osservatore si trova tra attore e spettatore. Utilizza materiali umili e frammenti quotidiani per costruire composizioni sospese che producono narrazioni silenziose e visioni ipnotiche. Il suo lavoro esplora tensioni tra presenza e assenza, statico e performativo. Le sue installazioni sembrano soglie semiaperte: evocano un’azione mancata o imminente, un’attesa che non si risolve. L’umano scompare in favore delle cose, di oggetti che sembrano dotati di una sensibilità propria. In questo modo, l’opera si fa spettacolo muto, interrogando lo spettatore sulla possibilità di una narrazione senza voce, sul senso della rappresentazione oggi. In mostre recenti, come “Passaggio al buio”, Quadriennale di Roma, presso il Museo di Roma Palazzo Braschi (2023), mette in scena "equilibri precari" e corto circuiti materiali che generano visioni alienanti e poetiche. Si menzionano anche la partecipazione alla Biennale Argentina: Bienalsur, a cura di Benedetta Casini presso l’ Auditorium della musica di Roma (2025), la mostra personale Quarta dimensione, a cura di Lucrezia Longobardi presso la chiesa Stt. Trinità di Polla, (2025), Eravamo cuori in Atlantide presso Z2o project (Roma 2024), Lettere intorno ad un giardino a cura di Marta Ferrara e Mario Francesco De Simone, galleria Alfonso Artiaco, Napoli (2024), Premio Lissone a cura di Francesca Guerisoli, Museo Lissone (2023), Di città, di boschi, di uccelli a cura di Lucrezia Longobardi e Nora De Blasio, Officine San Carlo, Napoli (2022).
Copertina - Andreas Zampella, Egli canovaccia, 2025 55x38 cm, olio su canovaccio
Sopra - Andreas Zampella, Vite silenziose, 55x40cm, olio su canovaccio, 2025
*******************
Andreas Zampella
Il cielo sopra Milano
A cura di Nicolas Ballario
Giovedì 12 febbraio - Sabato 14 marzo 2026
Opening: 11 febbraio, ore 18.30
Galleria Poggiali
Foro Buonaparte 52
20121 Milano
www.galleriapoggiali.com