LA SEDIA NANA di Glenn Gould. Ballestracci a Trapani

Il grande pianista canadese Glenn Gould

Sono passati oltre 30 anni dalla morte di Glenn Gould, il leggendario pianista canadese che ha segnato la storia della tastiera del Novecento. Lo scrittore e bluesman castellano, Marco Ballestracci, gli rende omaggio con lo spettacolo “LA SEDIA NANA - Frammenti anticonvenzionali su Glenn Gould" che debutta venerdì 21 febbraio, alle ore 18.30 nella Chiesa di Sant’Alberto nell’ambito della 67ª stagione concertistica degli Amici della Musica di Trapani.
Un atto unico musicale ispirato allo straordinario ed eccentrico pianista canadese. Una sedia e un tavolino con i libri: questa la scenografia.
Marco Ballestracci
Per quasi tutta la sua vita, dal 1953 fino alla morte avvenuta nel 1982 a 50 anni, sia a casa che in concerto, Glenn Gould suonò il piano (Bach in primis) seduto sulla stessa sedia fabbricata, su sua indicazione, dal padre. Questo sgabello, chiamato da molti “la sedia da campeggio” perché oltretutto cigolava vistosamente, permetteva a Gould di posizionarsi a 35 cm dal suolo, approcciando lo strumento “dal basso”. Da qui il titolo dello spettacolo. Niente musica suonata dal vivo. Le esecuzioni dell'interprete canadese rivivranno grazie alle sue registrazioni in Cd. Ballestracci ne rivelerà il fascino con la sua narrazione. Al di là del cliché del maestro estroverso, solitario ed egocentrico, si racconteranno storie e aneddoti su Gould e la sua carriera. Ballestracci è nato nel 1962 e vive a Castelfranco Veneto. Ha suonato e cantato blues per molti anni, partecipando ai più importanti festival italiani di musica afro-americana. Al contempo, ha collaborato come giornalista alle pagine culturali dei quotidiani “Il Gazzettino”, “Il Giornale di Vicenza”, “La Regione Ticino” e “Il Corriere del Ticino” e ha svolto il ruolo d’addetto stampa delle rassegne “Piazza Blues” (Bellinzona, CH) e “Friuli Venezia Giulia Festival”. La collaborazione col trimestrale “Il Blues” l’ha spinto a intraprendere la strada della scrittura biografica, conducendolo a pubblicare i libri “Il Compagno di Viaggio – Nove Racconti in Blues” e “Bluespadano – Ritratti e Blues di Gente di Po”.


Il buon successo dei libri ha stimolato l’interesse della casa editrice fidentina Mattioli1885 che l’ha, prima, inserito tra gli autori pubblicati dalla rivista letteraria Experience e poi ha stampato “A Pedate – 11 eroi per 11 leggendarie partite di calcio”, libro che ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport 2009. Il premio è stato nuovamente conquistato nel 2012 con “La Storia Balorda” (Instar Libri, Torino). La diffusione dei libri attraverso le presentazioni ha indotto Ballestracci a predisporre delle piccole pièce di teatro-racconto che sono diventate la sua peculiarità. Da questa impostazione sono nati gli spettacoli “Storia di Gambe – Il Racconto del Ciclismo”, “Lo Spettacolo d’Imerio” e “La Partita Più Dura del Mondo” che sono stati ospitati alla Triennale d’Architettura di Milano, al Teatro Carlo Monni di Campi Bisenzio, al Nuovo Cinema Palazzo e ai Giardini di Castel Sant’Angelo a Roma, al Teatrino della Caduta di Torino, al Teatro Toniolo di Mestre, nonché programmati come lavori d’apertura delle stagioni del Teatro Comunale di Civitella di Romagna e del Teatro Italia di Rocca San Casciano. Parallelamente è anche proseguita l’attività letteraria che l’ha condotto a essere incluso con un racconto in “Hai Voluto La Bicicletta” (Sellerio, Palermo, 2015), antologia comprendente, tra gli altri, Vasco Pratolini, Dino Buzzati, Gianni Brera, Anna Maria Ortese e Mario Soldati. Nel 2015 è stato incluso nel progetto “Adotta Uno Scrittore” del Salone del Libro di Torino mantenendo vivo il filo conduttore della passione per la musica più ampiamente intesa e conducendo, dopo molto tempo, all’idea de “La Sedia Nana”, un omaggio ad uno dei più importanti testimonial mondiali per la diffusione della musica classica. Come dimostra questo aneddoto letterario: “Un’autista dell’UPS di Roanoke, Virginia, raccontò che udì qualche battuta delle Variazioni Goldberg provenire dalla radio del suo furgone e che istintivamente cercò di trovare un’altra stazione. Ma siccome era impegnata in una svolta e aveva bisogno di entrambe le mani la musica era continuata, e continuata ancora, trasformando la donna in una devota ammiratrice dell’arte di Glenn Gould” (Katie Hafner, “Glenn Gould e la ricerca del pianoforte perfetto”).

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