Guida MIchelin, Niko Romito conquista le tre stelle

"Uno chef dotato di forte personalità, che dona un tocco distintivo ad ogni piatto. Nelle sue presentazioni minimali cela sapori intensi, netti e in perfetto equilibrio, che rivelano una grande tecnica e un'anima radicata nel territorio". Con questa motivazione Niko Romito, e sua sorella Cristiana, si sono meritati la terza stella della guida Michelin Italia 2014. L'Abruzzo, terra di origine e d'arte dei due fratelli, brinda al successo del loro ristorante: il Reale di Castel di Sangro, in provincia della martoriata L'Aquila.

Niko Romito
Il Reale dei fratelli Romito - insieme scuola e laboratorio, hotel e cucina, idee e progetti creativi che si diffondono e ramificano sino alla Capitale - è il settimo locale tristellato italiano. Segue, con un linguaggio proprio e con un piglio inventivo molto giovane ma già dall'impronta classica, l'affermazione collaudata e quasi storica di Piazza Duomo (Alba, Cuneo), Da Vittorio (Busaporto, Bergamo), Dal Pescatore (Canneto sull'Oglio, Mantova), Enoteca Pinchiorri (Firenze), Osteria Francescana (Modena), La Pergola (Roma) e Le Calandre (Rubano, Padova). Otto "tre stelle" a rappresentare il gotha della ristorazione tricolore ed il meglio dell'alto artigianato e della sapienza culinaria custodito e preservato, giorno dopo giorno, in queste cucine (molte al femminile) e in queste sale il cui nome ha fatto il giro del mondo.

"È semplicemente la realizzazione di un sogno - ha dichiarato all’agenzia Ansa Niko Romito - ed è un risultato meraviglioso. Voglio condividere questa gioia con mia sorella Cristiana e con la mia instancabile squadra, perché questa è senza dubbio la vittoria di un gruppo. E per chi ci chiede cosa succederà - ha aggiunto Niko - rispondo che continueremo a lavorare senza perdere di vista i nostri principi: lo studio in cucina, il lavoro sugli ingredienti e sulle materie prime, soprattutto senza dimenticare l'importanza della ricerca e dei progetti come la Niko Romito Formazione e Spazio oltre a quello di cultura gastronomica Unforketable".

il ristorante Reale
Nella Guida Michelin 2014 (Alberghi & Ristoranti) figarano 33 nuovi indirizzi con una stella e tre nuovi ristoranti con 2 stelle, quelli di Vincenzo Candiano del Don Serafino di Ragusa, di Enrico Bartolini (un nome sempre più emergente) del Devero di Cavenago Brianza e di Stefano Baiocco di Villa Feltrinelli a Gargnano sul lago di Garda (Brescia), una delle maison più esclusive e rafinate di tutta la Lombardia. In totale sono 281 i ristoranti a una stella e 40 quelli a due stelle. Tra i neostellati cinque tavole si trovano in Veneto (due a Venezia) e altrettanti in Trentino Alto Adige, una regione, quest'ultima, lanciata verso una clamorosa, e generalizzata, affermazione della propria identità emogastronomica. Un record quantitativo e qualitativo difficilmente eguagliabile anche oltre confine. Tra masserie e amore per il territorio, il Sud registra, invece, il primato delle Puglia con tre nuovi ingressi nel novero degli stellati.

Per Sergio Lovrinovich, caporedattore Guida Michelin Italia, "la fotografia scattata dalla nostra selezione registra già da qualche anno una reazione positiva del mondo della ristorazione di qualità al crescente interesse del pubblico e anche alla crisi. Negli ultimi 5 anni sono cresciuti del 25% i ristoranti Bib Gourmand che offrono pasti di qualità a meno di 30 euro. Sono però aumentati anche del 21% i ristoranti stellati, molti dei quali offrono proposte interessanti per il mezzogiorno e talvolta anche per cena. Anche questo è segno della democratizzazione del settore, oggi più accessibile a tutti. Come evidenzia la guida, sono molti i ristoranti non stellati in cui si è diffusa una cucina personalizzata, attenta alle presentazioni, alla ricerca degli ingredienti di qualità e al perfezionamento delle cotture".

Infine i dati: "La Guida Michelin 2014 attribuisce 329 stelle, un dato che fa di quella italiana la seconda guida più stellata al mondo. Questo è certamente il dato più eclatante, ma è anche la conferma della qualità dei nostri prodotti e dell'abilità dei nostri chef", conclude Lovrinovich. Onore alla "Rossa" che ha saputo imporsi come un punto di riferimento obbligato nel settore, superando polemiche e attacchi a volte pretestuosi. E onore ai nuovi grandi chef che cavalcano la difficile congiuntura economica guardando avanti con coraggio e fantasia. Come fanno tutti i giorni Niko e Cristiana Romito.

                                                                                         
Daniele Vaninetti