Hotel con Tre Chiavi Michelin | 4 nuove dimore italiane

La Guida Michelin svela la sua selezione degli hotel 2026, disponibile su tutte le proprie piattaforme. Dopo mesi di visite anonime, gli ispettori della "Rossa" hanno selezionato 470 nuovi indirizzi in 79 destinazioni. L’Italia risulta come la nazione europea con il maggior numero di strutture (in tutto 224) premiate nella nuova "classifica" con Una, Due o Tre Chiavi, portando il Belpaese al secondo posto mondiale, preceduta solo dagli Stati Uniti. I nuovi "gioielli" della Penisola che possono vantare le Tre Chiavi (il top dell'accoglienza) sono quattro. Si comincia con l'Airelles Palladio di Venezia (in copertina). Aperto nel 2026 dopo un ambizioso intervento di restauro durato tre anni, segna il debutto internazionale del prestigioso gruppo francese e introduce in Laguna un progetto di ospitalità nuovo per dimensione e concezione. Sulla Giudecca, di fronte a San Marco ma appartato rispetto ai percorsi più affollati della città, occupa un articolato complesso storico immerso in ampi giardini.
Borgo Santandrea
Il recupero architettonico preserva il carattere degli edifici, mettendolo in dialogo con interni sofisticati, artigianato veneziano, antiquariato e design contemporaneo, mentre l’eccezionale ampiezza degli spazi trova una delle massime espressioni nella Spa Airelles x Guerlain con i suoi 1700 mq distribuiti su tre piani. Altrettanto ambizioso è il progetto gastronomico, che riunisce le diverse visioni di Jean-Georges Vongerichten, Nobu Matsuhisa, Norbert Niederkofler e Cédric Grolet. La dimora si aggiudica anche il Premio Speciale "Opening of the Year 2026". In una posizione appartata sopra Conca dei Marini, Borgo Santandrea si sviluppa, invece, tra terrazze e tanto verde fino alla spiaggia privata. Gli interni uniscono tra loro note di design italiano del Novecento, pezzi della collezione dei proprietari, arredi su misura e lavorazioni artigianali in sintonia con colori e materiali locali. Il legame con la Campania prosegue nella proposta gastronomica, che rilegge in chiave attuale materie prime e tradizioni regionali. Design, artigianato, cucina e paesaggio definiscono, così, un’identità coerente, in cui una visione contemporanea dell’ospitalità si intreccia con un legame profondo con la Costiera Amalfitana. È proprio questa capacità di offrire un’esperienza autentica e intimamente legata alla destinazione a esprimere pienamente lo spirito delle Tre Chiavi Michelin. Aperto nel 2025 dopo un articolato intervento di recupero, Collegio alla Querce nasce dalla trasformazione di un complesso del XVI secolo che per oltre cent’anni ha ospitato il Collegio dei Barnabiti, prestigiosa istituzione educativa. Adagiato sulle colline che dominano la città di Firenze, in una posizione appartata e immersa nel verde, offre una prospettiva privilegiata sul centro storico e il Duomo, unendo la vicinanza alla "storia" alla dimensione raccolta di una residenza di campagna. La sua dimensione rimane chiaramente leggibile nell’architettura e negli interni, dove affreschi e soffitti a cassettoni fanno il paio con arredi contemporanei e materiali locali. Il passato emerge anche nei dettagli più caratteristici: il Bar Bertelli occupa quello che fu l’ufficio del preside e conserva i ritratti originali dei "Principi degli Studi", gli studenti più meritevoli, mentre la cappella e il teatro sono stati recuperati come parte della nuova vita dell’hotel. Ne nasce un rifugio sofisticato e contemporaneo, la cui unicità risiede proprio nell’equilibrio tra memoria, eleganza e carattere del luogo. 

Splendido (Portofino)
Ospitato in un antico monastero benedettino e trasformato per la prima volta in hotel nel 1902, lo Splendido (Belmond Hotel) di Portofino ha accolto generazioni di ospiti illustri, diventando uno dei luoghi simbolo della Dolce Vita e consolidando nel tempo una tradizione di ospitalità e servizio impeccabile. La recente ristrutturazione, firmata da Martin Brudnizki, ne custodisce e valorizza l’anima attraverso materiali, colori, artigianato e tradizioni decorative liguri, affiancati da pezzi d’antiquariato, arredi restaurati e creazioni su misura, in un progetto profondamente radicato nel territorio. Per Gwendal Poullennec, direttore internazionale della Guida, "la crescita della selezione alberghiera avviene in un momento particolarmente interessante per il settore, ampliando la propria presenza nel mondo dell’ospitalità e del lifestyle", Poullennec, inoltre,  sottolinea il ruolo degli hotel indipendenti e boutique nel promuovere l’evoluzione del comparto: "Questa seconda selezione mondiale delle Chiavi Michelin riflette lo straordinario dinamismo che anche quest’anno caratterizza il settore dell’ospitalità. Con 470 nuove strutture premiate, assistiamo a una continua crescita qualitativa dell’offerta, sostenuta da progetti sempre più creativi e ambiziosi. In tutto il mondo, gli albergatori reinventano l’esperienza di soggiorno attraverso concept più immersivi, personalizzati ed esperienziali. Questa capacità di innovare si esprime tanto nelle destinazioni imperdibili quanto nei mercati turistici emergenti. Spesso guidata da uomini e donne indipendenti e visionari, questa evoluzione ispira oggi l’intero settore. È inoltre sostenuta dagli investimenti dei grandi gruppi internazionali, che contribuiscono ad accelerare la trasformazione. La selezione 2026 celebra così la diversità, la vitalità e l’eccellenza di un comparto in continua evoluzione, che continua a spostare in avanti i confini dell’esperienza ricettiva e invita i viaggiatori a scoprire nuove destinazioni".