Montreux Jazz Festival 60 | L'edizione celebrativa

Svelati programma, eventi e ospiti (stellari): dal 3 al 18 luglio 2026, il Montreux Jazz Festival (MJF), sul lago di Ginevra, celebra la sua 60ª edizione nel nuovissimo Centro Congressi. Dopo una pausa di due anni, il pubblico potrà nuovamente godere delle sue sedi storiche: l'Auditorium Stravinski e il Montreux Jazz Lab. Tra questi due palchi si snoderà un programma che abbraccia generazioni, stili e continenti, riunendo voci emergenti, mostri sacri della cultura pop contemporanea e giganti del jazz, del rock e dell'hip-hop. Progetti speciali e omaggi alla storia festivaliera completeranno questa edizione celebrativa. I biglietti saranno in vendita da mercoledì 1 aprile alle ore 12:00. Il programma prevede, tra le altre cose, l'arrivo in Svizzera di Sting, Nick Cave & The Bad Seeds, RAYE & Special Guests, Moby, The Roots, Tyla, PinkPantheress, Zara Larsson, Lewis Capaldi, Conan Gray, GIVĒON, John Legend, The Isley Brothers, Deep Purple, James Taylor, Van Morrison, Agnes Obel, Charlotte Cardin, Cerrone, Dabeull, Vulfpeck, Jovanotti, Marcus Miller, Billy Cobham, Charles Lloyd, Gregory Porter, Sienna Spiro, kwn, Liniker, Naïka, Iliona, Young Miko, Angus & Julia Stone, Dermot Kennedy, Eddy de Pretto, Makala, ¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U e molti altri musicisti di primissimo livello.
Dopo due anni all'aperto, il Montreux Jazz Festival celebra i suoi sessantanni di vita tornando alle sue caratteristiche distintive: il comfort, l'acustica e l'atmosfera intima dei suoi palchi al coperto. L'edizione 2026, già segnata dall'estro creativo di Kévin Germanier, vanta ora un "palinsesto" assai variegato. Apertura con RAYE che invita diversi ospiti speciali per una serata ideata appositamente per la rassegna in collaborazione con Audemars Piguet. Nell'occasione l'Auditorium Stravinski si trasforme in un palcoscenico con una configurazione mai vista prima a Montreux. Al Lab, invece, Eddy de Pretto inaugura l'edizione con la creazione "Lonely Club", "dialogo" di musica e danza contemporanea in collaborazione con la coreografa Maud Le Pladec, mentre il pioniere della disco francese Cerrone offre un finale esplosivo con il suo concerto orchestrale "Disco Symphonic". Per due serate speciali, il Lab si trasforma in un jazz club americano: Marcus Miller celebra il centenario della nascita di Miles Davis riunendo i musicisti che hanno partecipato all'album We Want Miles!; Charles Lloyd, da parte sua, festeggia i 60 anni dalla sua partecipazione alla prima edizione del Festival. Naturalmente, in programma non mancano altri habitué e figure chiave nella storia del Festival, tra cui i Deep Purple (a 30 anni dalla loro prima partecipazione al MJF nel 1996), Billy Cobham (11 concerti dal 1974), Sting (8 concerti dal 1990) e Van Morrison (21 concerti dal 1974), che chiude la 60ª edizione insieme a un'altra leggenda della musica folk, James Taylor . Il ritorno al Centro Congressi porta con sé una sfida ben nota a Montreux: convincere i grandi artisti ad adattare i loro spettacoli all'Auditorium Stravinski e alla sua capienza di quattromila persone. La kermesse sonora accoglie, quindi, figure di spicco del pop contemporaneo, molte delle quali si esibiranno solo poche volte in Europa quest'estate. Tra queste, PinkPantheress fa il suo debutto in terra elvetica mentre Tyla, GIVĒON e Conan Gray suonano per la prima volta nella Svizzera francofona.  
Circa quaranta artisti, in più della metà del programma, si esibiscono esclusivamente in Svizzera, tra cui The Roots, Vulfpeck, John Legend, Nick Cave & The Bad Seeds e Moby. Nel dettaglio, RAYE invita diversi ospiti speciali a una serata pensata appositamente per il Festival, in collaborazione con Audemars Piguet. Per l'occasione, l'Auditorium Stravinski verrà trasformato in un palco unico. Invitata per la terza estate consecutiva, la cantante britannica segue le orme delle sue eroine Nina Simone ed Etta James, le cui esibizioni qui l'hanno profondamente influenzata. Nel 2024 RAYE ha immortalato la sua prima apparizione con un vinile Live at Montreux. Da allora il successo della sua hit "WHERE IS MY HUSBAND!" e l'uscita del suo nuovo album - che include collaborazioni con Al Green e Hans Zimmer - hanno consolidato la sua irresistibile ascesa. Da Johannesburg alla Scandinavia, passando per Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna, l'Auditorium Stravinski diventa l'epicentro del pop globale. PinkPantheress e Zara Larsson, attualmente al vertice delle classifiche mondiali con la loro iconica collaborazione "Stateside", sono entrambe presenti. Architetto sonoro del pop contemporaneo, PinkPantheress ha fatto la storia dei Brit Awards diventando la prima donna a essere nominata Produttrice dell'Anno. La popstar svedese Zara Larsson sta raggiungendo nuove vette di popolarità con una direzione artistica più decisa in "Midnight Sun" e tre brani nella Top 50 mondiale. La più giovane artista africana a vincere un Grammy Award, Tyla, ha portato l'amapiano sulla mappa mondiale con la hit virale "Water". Già acclamato al Montreux Jazz Lab nel 2019, Lewis Capaldi è ora un headliner nei più grandi festival europei, trasformando la vulnerabilità in inni unificanti meglio di chiunque altro. Il cantautore nippo-americano e superstar della Generazione Z Conan Gray incarna uno stile di scrittura pop generazionale, queer e senza filtri, così come lo spagnolo Guitarricadelafuente, fortemente ispirato al flamenco. E ancora: dal classico rave in stile Lynch "Go" (1991) ai campionamenti blues e gospel che permeano l'album Play (1999), Moby ha creato negli anni Novanta un repertorio che rimane ancora oggi di grande influenza. Il newyorkese si esibisce a Montreux per la prima volta. Anche Nick Cave & The Bad Seeds, formatisi nel 1983, hanno attraversato i decenni senza perdere un briciolo di rilevanza o intensità, alternando incessantemente ballate organiche e improvvise esplosioni di rumore. Jovanotti, dal canto suo, ha partecipato alla nascita dell'hip-hop italiano a partire dalla metà degli anni Ottanta. Dopo essersi esibito a Montreux nel 1999, si è guadagnato la reputazione di instancabile esploratore sonoro.
  
Infine, il Lab cura con attenzione sia l'ingresso che l'uscita del festival con due progetti unici. Ad aprire la manifestazione, il cantante e rapper francese Eddy de Pretto collabora con la coreografa Maud Le Pladec per Lonely Club, una creazione ibrida che fonde musica e danza contemporanea ed esplora la solitudine all'interno di una collettività. A chiudere il festival, il pioniere della disco francese Cerrone presenta il suo progetto Disco Symphonic, reinterpretazione orchestrale dei suoi successi intramontabili. E per il panorama pop-folk internazionale, diversi artisti affermati tornano a Montreux. La carismatica cantante e pianista danese Agnes Obel si esibirà la stessa sera di Selah Sue & the Gallands, che si reinventano in un trio dalle sonorità jazz. Le armonie dei fratelli australiani Angus & Julia Stone sono precedute dalla sensazione indie Dove Ellis, già paragonata a giganti come Thom Yorke e Jeff Buckley. La voce soul dell'irlandese Dermot Kennedy è destinata a incantare nuovamente il pubblico del Lab dopo la sua esibizione del 2019. Sul versante francofono, la quebecchese Charlotte Cardin, nominata Artista Femminile dell'Anno ai Victoires de la Musique, farà il suo debutto dopo una notevole apparizione nel programma gratuito nel 2023. Il pop dolce e frizzante della belga Iliona chiuderà una serata in tre atti insieme a Erin LeCount e Paris Paloma.Svelato date, programma e protagonisti (stellari). Dal 3 al 18 luglio 2026, il Montreux Jazz Festival (MJF), sul lago di Ginevra, celebra la sua 60ª edizione nel nuovissimo Centro Congressi. Dopo una pausa di due anni, il pubblico potrà nuovamente godere delle sue sedi rtoriche: l'Auditorium Stravinski e il Montreux Jazz Lab. Tra questi due palchi si snoderà un programma che abbraccia generazioni, stili e continenti, riunendo voci emergenti, mostri sacri della cultura pop contemporanea e giganti del jazz, del rock e dell'hip-hop. Progetti speciali e omaggi alla storia festivalira completeranno questa edizione celebrativa. I biglietti saranno in vendita da mercoledì 1 aprile alle ore 12:00. Il programma comprende, tra le altre cose, l'arrivo in Svizzera di Sting, Nick Cave & The Bad Seeds, RAYE & Special Guests, Moby, The Roots, Tyla, PinkPantheress, Zara Larsson, Lewis Capaldi, Conan Gray, GIVĒON, John Legend, The Isley Brothers, Deep Purple, James Taylor, Van Morrison, Agnes Obel, Charlotte Cardin, Cerrone, Dabeull, Vulfpeck, Jovanotti, Marcus Miller, Billy Cobham, Charles Lloyd, Gregory Porter, Sienna Spiro, kwn, Liniker, Naïka, Iliona, Young Miko, Angus & Julia Stone, Dermot Kennedy, Eddy de Pretto, Makala, ¥ØU$UK€ ¥UK1MAT$U e molti altri musicisti di primisimo livello. Dopo due anni all'aperto, il Montreux Jazz Festival celebra i suoi sessantanni di vita tornando alle sue caratteristiche distintive: il comfort, l'acustica e l'atmosfera intima dei suoi palchi al coperto. L'edizione 2026, già segnata dall'estro creativo di Kévin Germanier, vanta ora un "palinsesto" assai variegato. Apertura con RAYE iche nvita diversi ospiti speciali per una serata ideata appositamente per la rasegna in collaborazione con Audemars Piguet. Nell'occasione l'Auditorium Stravinski si trasforme in un palcoscenico con una configurazione mai vista prima a Montreux. Al Lab, invece, Eddy de Pretto inaugura l'edizione con la creazione "Lonely Club", "dialogo" di musica e danza contemporanea in collaborazione con la coreografa Maud Le Pladec, mentre il pioniere della disco francese Cerrone offre un finale esplosivo con il suo concerto orchestrale "Disco Symphonic". Per due serate speciali, il Lab si trasforma in un jazz club americano: Marcus Miller celebra il centenario della nascita di Miles Davis riunendo i musicisti che hanno partecipato all'album We Want Miles!; Charles Lloyd, da parte sua, festeggia i 60 anni dalla sua partecipazione alla prima edizione del Festival. Naturalmente, in programma non mancano altri habitué e figure chiave nella storia del Festival, tra cui i Deep Purple (a 30 anni dalla loro prima partecipazione al MJF nel 1996), Billy Cobham (11 concerti dal 1974), Sting (8 concerti dal 1990) e Van Morrison (21 concerti dal 1974), che chiude la 60ª edizione insieme a un'altra leggenda della musica folk, James Taylor . Il ritorno al Centro Congressi porta con sé una sfida ben nota a Montreux: convincere i grandi artisti ad adattare i loro spettacoli all'Auditorium Stravinski e alla sua capienza di quattromila persone. La kermesse sonora accoglie, quindi, figure di spicco del pop contemporaneo, molte delle quali si esibiranno solo poche volte in Europa quest'estate. Tra queste, PinkPantheress fa il suo debutto in terra elvetica mentre Tyla, GIVĒON e Conan Gray suonano per la prima volta nella Svizzera francofona. Circa quaranta artisti, in più della metà del programma, si esibiscono esclusivamente in Svizzera, tra cui The Roots, Vulfpeck, John Legend, Nick Cave & The Bad Seeds e Moby. Nel dettaglio, RAYE invita diversi ospiti speciali a una serata pensata appositamente per il Festival, in collaborazione con Audemars Piguet. Per l'occasione, l'Auditorium Stravinski verrà trasformato in un palco unico. Invitata per la terza estate consecutiva, la cantante britannica segue le orme delle sue eroine Nina Simone ed Etta James, le cui esibizioni qui l'hanno profondamente influenzata. Nel 2024 RAYE ha immortalato la sua prima apparizione con un vinile Live at Montreux. Da allora il successo della sua hit "WHERE IS MY HUSBAND!" e l'uscita del suo nuovo album - che include collaborazioni con Al Green e Hans Zimmer - hanno consolidato la sua irresistibile ascesa. Da Johannesburg alla Scandinavia, passando per Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna, l'Auditorium Stravinski diventa l'epicentro del pop globale. PinkPantheress e Zara Larsson, attualmente al vertice delle classifiche mondiali con la loro iconica collaborazione "Stateside", sono entrambe presenti. Architetto sonoro del pop contemporaneo, PinkPantheress ha fatto la storia dei Brit Awards diventando la prima donna a essere nominata Produttrice dell'Anno. La popstar svedese Zara Larsson sta raggiungendo nuove vette di popolarità con una direzione artistica più decisa in "Midnight Sun" e tre brani nella Top 50 mondiale. La più giovane artista africana a vincere un Grammy Award, Tyla, ha portato l'amapiano sulla mappa mondiale con la hit virale "Water". Già acclamato al Montreux Jazz Lab nel 2019, Lewis Capaldi è ora un headliner nei più grandi festival europei, trasformando la vulnerabilità in inni unificanti meglio di chiunque altro. Il cantautore nippo-americano e superstar della Generazione Z Conan Gray incarna uno stile di scrittura pop generazionale, queer e senza filtri, così come lo spagnolo Guitarricadelafuente, fortemente ispirato al flamenco. E ancora: dal classico rave in stile Lynch "Go" (1991) ai campionamenti blues e gospel che permeano l'album Play (1999), Moby ha creato negli anni Novanta un repertorio che rimane ancora oggi di grande influenza. Il newyorkese si esibisce a Montreux per la prima volta. Anche Nick Cave & The Bad Seeds, formatisi nel 1983, hanno attraversato i decenni senza perdere un briciolo di rilevanza o intensità, alternando incessantemente ballate organiche e improvvise esplosioni di rumore. Jovanotti , dal canto suo, ha partecipato alla nascita dell'hip-hop italiano a partire dalla metà degli anni Ottanta. Dopo essersi esibito a Montreux nel 1999, si è guadagnato la reputazione di instancabile esploratore sonoro. Infine, il Lab cura con attenzione sia l'ingresso che l'uscita del festival con due progetti unici. Ad aprire la manifestazione, il cantante e rapper francese Eddy de Pretto collabora con la coreografa Maud Le Pladec per Lonely Club , una creazione ibrida che fonde musica e danza contemporanea ed esplora la solitudine all'interno di una collettività. A chiudere il festival, il pioniere della disco francese Cerrone presenta il suo progetto Disco Symphonic, reinterpretazione orchestrale dei suoi successi intramontabili. E per il panorama pop-folk internazionale, diversi artisti affermati tornano a Montreux. La carismatica cantante e pianista danese Agnes Obel si esibirà la stessa sera di Selah Sue & the Gallands, che si reinventano in un trio dalle sonorità jazz. Le armonie dei fratelli australiani Angus & Julia Stone sono precedute dalla sensazione indie Dove Ellis, già paragonata a giganti come Thom Yorke e Jeff Buckley. La voce soul dell'irlandese Dermot Kennedy è destinata a incantare nuovamente il pubblico del Lab dopo la sua esibizione del 2019. Sul versante francofono, la quebecchese Charlotte Cardin, nominata Artista Femminile dell'Anno ai Victoires de la Musique, farà il suo debutto dopo una notevole apparizione nel programma gratuito nel 2023. Il pop dolce e frizzante della belga Iliona chiuderà una serata in tre atti insieme a Erin LeCount e Paris Paloma.