Louis Erard svela un'altra collaborazione (e creazione) di prestigio. Le sculture di Monica Bonvicini sono spesso brutali, umoristiche e senza compromessi. Mettono in discussione l'autorità, il potere e gli stereotipi di genere. Il suo mondo in bianco e nero, fatto di impalcature, utensili, catene, pelle e metallo, trova un'espressione precisa e potente in questo nuovo orologio. "Ogni dettaglio conta. Sta all'occhio attento decifrarli. Con la sua cassa da 39 mm e due misure di cinturino, questo è un segnatempo unisex che, come l'opera dell'artista, confonde i tradizionali confini di genere", spiega la maison. Sul quadrante, il testo lucidato a specchio riflette chiunque lo guardi, come a chiedere: "E tu? Come ti comporti?". La tipografia risalta sul quadrante opaco Clou de Paris, creando texture e profondità.

Il motivo guilloché, un classico dell'orologeria tradizionale, richiama l'universo di Bonvicini, dove chiodi, pelle e nero ricorrono in tutte le opere. Le lancette affusolate rodiate attraversano il quadrante, enfatizzando il messaggio come se fosse una scultura. Sul fondello, la scritta "not for you" è impressa in lettere metalliche lucidate a specchio, sotto il vetro zaffiro. Le parole "Louis Erard x Monica Bonvicini" e "Limited Edition 1 of 178" sottolineano l'esclusività e la rarità di questo orologio da collezione. E' l'ulteriore conferma di come la Manifattura coltivi una visione distintiva e anticonformista dell'orologeria indipendente, definita dall'audacia piuttosto che dal prezzo. "Dalla nostra sede di Noirmont, in Svizzera, abbiamo condiviso questa visione contemporanea e anticonformista in tutto il mondo attraverso collaborazioni che esplorano le intersezioni tra orologeria, design, arte e cultura pop", si sottolinea ancora. Capolavori prodotti in 178 pezzi, un numero simbolico che nella cultura cinese simboleggia "Più forti insieme", questi orologi sono opere d'arte da collezione.
L'ARTISTA
"Monica Bonvicini si è affermata come artista visiva e ha iniziato a esporre a livello internazionale a metà degli anni Novanta. La sua pratica poliedrica indaga il rapporto tra architettura, strutture di potere, genere e spazio. La sua ricerca si traduce in opere che mettono in discussione il significato del fare arte, l'ambiguità del linguaggio e i limiti e le possibilità connessi all'ideale di libertà. Diretta, ironica e intrisa di riferimenti storici, politici e sociali, la sua arte non si astiene mai dallo stabilire un legame critico con i luoghi in cui viene esposta, i suoi materiali e i ruoli di spettatore e creatore. Dalla sua prima mostra personale al California Institute of the Arts nel 1991, il suo approccio si è evoluto formalmente nel corso degli anni senza tradire la sua forza analitica e la sua inclinazione a sfidare la prospettiva dello spettatore, pur lanciando pesanti frecciatine alle convenzioni socio-culturali patriarcali. Bonvicini ha ottenuto diversi premi, tra cui il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia (1999); il Preis der Nationalgalerie für junge Kunst dallo Staatliche Museen zu Berlin (2005); il Rolandpreis für Kunst per l'arte nello spazio pubblico dalla Fondazione Brema, Germania (2013); il Premio Hans Platschek per l'arte e la scrittura, Germania (2019); il Premio Oskar Kokoschka, Austria (2020)...". (fonte: monicabonvicini.net)
