Special edition Gennaro Esposito | Fèlsina in 100 box

Il Natale 2023 arriva all’insegna della miglior tradizione toscana con il Panettone all’uva passita di Fèlsina "firmato" dallo chef Gennaro Esposito. L’azienda vitivinicola di Castelnuovo Berardenga presenta la limited edition di soli cento pezzi in una speciale box nella quale ogni lievitato è abbinato al Vin Santo del Chianti Classico DOC. Il panettone del grande cuoco bistellato Michelin della Torre del Saracino (Vico Equense, NA) è un dolce fragrante che racchiude uva passita di Malvasia, Trebbiano e Sangiovese di Fèlsina, la stessa utilizzata per la produzione del Vin Santo del Chianti Classico DOC dell’azienda.
Gennaro Esposito (ph. Le Soste)
Selezionati a mano e appassiti naturalmente, i chicchi d’uva vengono dolcemente inglobati nella pasta insieme al loro vinacciolo, regalando un’esperienza sensoriale unica che affianca alla soffice morbidezza della pasta un morso più croccante. Accanto all’uva, sono impiegati solo ingredienti di alta qualità: bacche di Vaniglia Bourbon del Madagascar, miele di acacia rigorosamente italiano, scorze di arance e limoni e burro selezionato da latterie italiane. Come nella migliore tradizione delle Festività, accanto al panettone non può mancare l’abbinamento con il vino dolce. Ecco allora che insieme a questa delicatessen è possibile gustare il Vin Santo del Chianti Classico DOC: un prodotto dalla tradizione antica ma dalla moderna produzione, grazie all’aggiunta del Sangiovese, elemento caratteristico dello stile Fèlsina. I grappoli di Malvasia e Trebbiano, a cui viene aggiunta una piccola percentuale di Sangiovese che caratterizza questa etichetta, vengono sottoposti ad appassimento naturale sui graticci fino a dicembre, a volte anche fino a gennaio - febbraio dell’anno successivo. Secondo la tradizione, dopo la pigiatura il mosto viene trasferito in caratelli sigillati di rovere da 100 lt insieme alla "madre", il denso residuo del vino delle annate precedenti. Trascorsi 7 anni nella vinsantaia, viene affinato almeno 6 mesi in bottiglia. Giallo dorato con riflessi ramati, il profumo del Vin Santo richiama frutta passita, pesca, albicocca, ananas e frutti tropicali. Al palato si riconoscono la consistenza, la morbidezza e l’eleganza della frutta ben integrata nel legno del caratello. È ottimamente equilibrato e si distingue anche per una nota acida ben armonizzata. Il panettone all’uva passita con il Vin Santo del Chianti Classico DOC di Fèlsina è già disponibile sullo shop on line dello chef www.gennaroespositochef.com/prodotto/box-felsina

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Fèlsina

La cantina Fèlsina nasce nel 1966 a Castelnuovo Berardenga grazie a Domenico e al figlio Giuseppe Poggiali. A entrambi fu da subito chiara la grande vocazione enologica di questo territorio di confine, tra le colline del Chianti Classico e quelle dei Colli Senesi, dove il Sangiovese trova grandissime espressioni. Con l’ingresso in azienda di Giuseppe Mazzocolin e dell’enologo Franco Bernabei si delinea ancor meglio il profilo che l’azienda mantiene tuttora e che dagli anni Novanta è portato avanti con successo da Giovanni Poggiali, figlio di Giuseppe Poggiali e oggi alla guida di Fèlsina: una costante ricerca di autenticità in vigna e in cantina, tra natura e tecnica, in 500 ettari di terreno, di cui 72 dedicati alle vigne a conduzione biologica

www.felsina.it

Torre del Saracino

"Circondati dalla bellezza mozzafiato dell’orizzonte marino e dall’imponente vista del Vesuvio, è difficile pensare che si possa impreziosire ulteriormente lo splendore del golfo di Napoli. È quello che Gennaro Esposito fa ormai da molti anni a Vico Equense, nella location millenaria della Torre del Saracino, offrendo ai suoi visitatori un assaggio della sua eccezionale interpretazione della cucina mediterranea. Precursore dei tempi in molti sensi, promette col suo lavoro un’esperienza multisensoriale: i suoi piatti, così colorati e gustosi, riflettono a pieno la diversità insita nella cucina campana. In pochi hanno saputo valorizzare la tradizione della propria terra con la vitalità che contraddistingue la Torre del Saracino" (fonte: Le Soste).

La terrazza del ristorante Torre del Saracino