Ravenna: nell’anno in cui il Festival ha scelto per titolo il verso dantesco "Nacque al mondo un sole", in omaggio a San Francesco, Riccardo Muti ha rinnovato la chiamata di Cantare amantis est: migliaia di coristi da tutt’Italia sono in città per due giorni di lezioni e prove, una "preghiera" collettiva attraverso il linguaggio universale della musica (1 e 2 giugno).
"Dopo aver scelto di incentrare il nuovo programma di Cantare amantis est su alcune pagine di tema sacro, mi è parso naturale e doveroso rendere omaggio, attraverso esse, a Don Giovanni Minzoni, figura centrale e martire della storia del nostro Paese": così il grande direttore d'orchestra italiano rivela la dedica che segna la seconda edizione del progetto (1 e 2 giugno) riservato ai cori e ai coristi di tutta Italia: "Don Minzoni - spiega il Maestro -, un sacerdote che fu uno straordinario uomo di fede e insieme uno spirito libero, moderno, rivoluzionario per i suoi tempi; per l’impegno a favore dei giovani, degli operai, dei poveri, capace di guardare avanti, e di realizzare opere fondamentali". Muti è inoltre sul podio della "sua" Cherubini per Nobilissima visione di Paul Hindemith, a cui segue la conversazione con Massimo Cacciari su Dante, Giotto e San Francesco (7 giugno), e per Verdi, De Falla e Ravel (30 giugno), mentre guida i Philharmonic Brass in Italiana!, florilegio di compositori italiani, da Rossini a Puccini, da Martucci a Respighi (2 luglio).
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| Anne-Sophie Mutter |
Il programma della XXXVII edizione continua fino all’11 luglio con oltre cento alzate di sipario e più di mille artisti coinvolti. A inaugurare quest’edizione c'è il ritorno di una straordinaria artista: la violinista Anne-Sophie Mutter si misura con Beethoven nella prima parte del concerto con la Royal Philharmonic diretta da Vasily Petrenko il 21 maggio. Nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe, Le Poème Harmonique propone, poi, l'11 giugno la ricostruzione del programma con cui Bach presentò per la prima volta il Magnificat BWV 243a nel 1723 a Lipsia. Ancora: nella prima italiana di Murmuration Level 2, l’artista e coreografo francese Sadeck Berrabah dirige i suoi interpreti in una danza di segni e geometrie perfette con elementi di street dance (12 giugno). Atteso a Ravenna anche il ritorno di Kent Nagano torna sul podio dell’Orchestra Cherubini per la Pastorale di Beethoven e, in prima italiana, le Quattro stagioni di Vivaldi rivisitate dalla compositrice uzbeko-tedesca Aziza Sadikova (14 giugno). "Orchestra di voci", i Chanticleer - dodici voci maschili che si fondono perfettamente - interpreta in maniera originale un repertorio che va dalle polifonie medievali e rinascimentali al gospel e al jazz (16 giugno).
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| Kent Nagano |
Un po' di storia: "Fondato nel 1990 da Cristina Mazzavillani Muti, Ravenna Festival si è sempre caratterizzato per un programma che include tutti i linguaggi artistici, dalla musica sinfonica a quella da camera, dall’opera al teatro, dalla danza al musical, dal jazz alla musica etnica. Ogni anno, da giugno a luglio, una città intera diventa palcoscenico per due mesi: dalle basiliche tempestate dall’oro di antichi mosaici agli eleganti teatri storici, chiostri, antichi palazzi, le archeologie industriali, ma anche le spiagge e la pineta dove sostò Dante Alighieri e ancora su fino alle dolci colline che si stagliano lontane all’orizzonte… Luoghi straordinari - sono ben 8 i monumenti di Ravenna riconosciuti dall’Unesco . e una vocazione multidisciplinare sono i tratti distintivi che rendono unico Ravenna Festival e contribuiscono a riscoprire una città crocevia di popoli e di culture. Ogni anno la direzione artistica compone un ricco programma di eventi che ruotano attorno a un tema significativo dal punto di vista culturale e artistico. Tanti i temi affrontati, attraversati, sviscerati: da quelli più distintamente musicologici dei primissimi anni (da "Salieri e la Scuola di Vienna" nell’ormai lontano 1990 a "Intorno a Rossini", "Bellini e Wagner", ecc.) a quelli più visionari che hanno proiettato Ravenna - sempre oggetto e soggetto al tempo stesso - in nuovi paesaggi dell’anima, tra mediterranei, orienti, apocalissi, visioni, deserti, pellegrinaggi… tra popolare e fiabesco, sacro e profano, fino alla storia del Novecento. Nel corso degli anni il Festival ha affrontato eventi cruciali come la Grande Guerra e la Rivoluzione Russa, e reso omaggio a Nelson Mandela, Martin Luther King, Pier Paolo Pasolini e Dante Alighieri".
Photo courtesy Ravenna Festival