Inventare la natura. Maestri a Palazzo Te | Mantova

Mantova: dal 26 settembre 2026, a Palazzo Te, le opere di grandi artisti come Leonardo, Arcimboldo e Caravaggio celebrano il rapporto tra mondo naturale, produzione artistica e cultura delle Corti nel Cinquecento. In dialogo con l’eccezionale apparato decorativo ideato da Giulio Romano, l’esposizione Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio conduce il visitatore all’esperienza della natura come fenomeno da indagare attraverso scienza, arte e tecnologia. Accanto ai capolavori di grandi maestri del Rinascimento sarà presentata una ricca selezione di sculture, disegni, oggetti preziosi, materiali esotici e automi in prestito dalle principali istituzioni museali italiane ed europee.
Che cos'era la natura nel Cinquecento? 
Cosa ci rivela la sua presenza pervasiva a Palazzo Te? In che modo sollecita oggi una riflessione capace di mobilitarci? In continua tensione tra meraviglia e timore, smarrimento e desiderio di controllo, il percorso espositivo, curato da Barbara Furlotti e Guido Rebecchini, che include la spettacolare Camera dei Giganti, dà vita a una riflessione accurata e sorprendente sul rapporto tra arte e natura. In sette sezioni tematiche - intitolate Creare, Distruggere, Sorprendere, Conoscere, Riprodurre, Stupire e Animare - vengono presentate le diverse visioni della natura compresenti nella cultura rinascimentale: da strumento della volontà divina a forza distruttrice, da dimensione di interesse scientifico e collezionistico a oggetto di curiosità e fonte di intrattenimento della Corte, passando attraverso la ricerca artistica come mezzo per comprendere, controllare e imitare la natura. Il progetto di allestimento è curato da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi. 
"Proseguendo nella lettura dei segreti inscritti nella narrativa pittorica e architettonica di Palazzo Te, siamo passati dalla Metamorfosi alla Natura - dichiara Stefano Baia Curioni, direttore di Fondazione Palazzo Te -  In questa mostra, profondamente in dialogo con il palazzo, esploriamo il comporsi cinquecentesco dell’idea e della rappresentazione della natura come 'altro' dall’umano, meraviglioso e conquistabile, destinato a plasmare la modernità. Una visione di cui è necessario tracciare l’origine anche per arrivare oggi ad un suo superamento". In continua tensione tra meraviglia e timore, smarrimento e desiderio di controllo, il percorso espositivo tematizza una riflessione accurata sulla relazione tra ricerca artistica e natura.

Sopra - Giuseppe Arcimboldo, Scherzo di ortaggi (L’Ortolano), 1587-90 Cremona, Museo Civico Ala Ponzone Crediti: @Archivio  Pinacoteca Ala Ponzone Cremona