Umbria Jazz 2026 | Programma completato. Le star

Umbria Jazz 2026: "il cuore pulsante dell'Arena Santa Giuliana - annunciano gli organizzatori - è pronto a battere. Il programma del main stage (dopo l'annuncio dell'arrivo di Sting e Zucchero, ndr) è ormai completo e i biglietti per tutti i concerti (3-12 luglio) sono disponibili per l'acquisto. Dalle leggende del jazz ai grandi nomi della musica contemporanea, ogni serata all'Arena Santa Giuliana promette di essere un'esperienza indimenticabile!". Charles Lloyd è forse il più carismatico dei jazzmen viventi, e tra le tante formazioni cui ha dato vita negli ultimi anni il quartetto, con Gerald Clayton, Harish Raghavan e Kweku Sumbry, resta la più classica e nello stesso tempo la più suggestiva. "Jazz Master" per il National Endowment for the Arts, ovvero il più alto onore che gli Stati Uniti possano tributare ad un interprete, è oramai una leggenda, non solo di questo genere musicale. Ed il Berklee di Boston lo ha insignito, proprio a Perugia, di una laurea honoris causa.
Laurie Anderson (photo Ebru Yildiz)
Esattamente cento anni fa nacquero Miles Davis e John Coltrane. È un doppio anniversario che il mondo del jazz celebra quest’anno con la dovuta enfasi, ben consapevole che Miles e Trane hanno cambiato per sempre il corso della storia del jazz. E non solo del jazz. Terence Blanchard e Ravi Coltrane (secondo figlio del grande sassofonista e di Alice), accompagnati da musicisti di livello assoluto come Julian Pollack, Charles Altura, David DJ Ginyard e Oscar Seaton, hanno unito storie e talento per rendere omaggio a due icone visionarie che hanno fatto della esasperata creatività e della esplorazione di territori inediti l’essenza del proprio modo di fare musica. Perugia li attende. Insieme, Laurie Anderson e Sexmob possono regalare una delle più intriganti esperienze di ascolto/visione, di quelle capaci di stimolare emozioni forti. Tra le figure più rappresentative e rispettate dell’avanguardia artistica contemporanea, Laurie Anderson è un’icona senza confronti. Nel suo lavoro, sempre in equilibrio tra naturalezza e costante ricerca di innovazione, si sovrappongono e si fondono musica, parole, immagini, visual art, performance multimediali, cinema, danza, tecnologia. Come musicista, ha inventato un mix unico di minimalismo, avant rock, Ambient, jazz, avanguardia classica postmoderna. C'è altro: con soli quattro album all’attivo, il penultimo dei quali dal vivo a Londra, e qualche eclatante live performance, Christone "Kingfish" Ingram, ha conquistato legioni di fan. Sono stati anzi in molti quelli che hanno pensato fin dal suo apparire sulla scena americana che fosse il futuro del blues.
  
Kingfish è il soprannome di Christone Ingram, un ragazzone del sud degli Stati Uniti che ha letteralmente aggredito la scena del blues con un esordio che non si vedeva da tempo. Rolling Stone lo ha definito il più eccitante giovane chitarrista da anni e nel suo suono rivede icone come B.B. King, Jimi Hendrix e Prince. A Umbria Jazz 2026, poi, spicca anche l'unica data italiana di Jon Batiste, una delle personalità più influenti della scena americana e internazionale. Pianista, cantante, songwriter, band leader, compositore, con all’attivo sette Grammy Award su venticinque nomination, vincitore anche di un Oscar e un Golden Globe per le musiche di Soul, film della Pixar. Se tutto questo è impressionante, forse lo è ancora di più il fatto che oltre alle incisioni con la sua band Stay Human e come pianista (tra cui l’esilarante quanto geniale versione blues di famose pagine di Beethoven) Batiste a meno di 40 anni abbia partecipato ai progetti musicali di più di duecento artisti. Tra questi, Stevie Wonder, Prince, Lenny Kravitz, Harry Connick, jr. Un trasversale eclettismo, il suo, pari alla enorme reputazione di cui gode nel music business. Altra anticipazione: quando, undici anni fa, uscì "Sylva", il primo disco di Snarky Puppy e Metropole Orkest, probabilmente furono in molti a pensare che prima o poi questo incontro doveva avvenire. Entrambi imprevedibili, fuori e oltre ogni schema, difficili da contenere in caselle prestabilite. Entrambi capaci di scardinare ogni pregiudizio. Qualche mese fa è uscito il secondo disco, "Somni", registrato dal vivo per tre notti nel 2025 a Utrecht. Ora questo straordinario binomio arriva in Italia, e per la Metropole Orkest è la prima volta in assoluto.

Il pubblico della grande rassegna umbra conosce bene Snarky Puppy. Dopo averli ascoltati più volte sa che questo collettivo di talenti forte di 25 musicisti che ruotano, non si identifica in una ortodossa jazz band, né in un gruppo fusion, tanto meno in una jam band. I cinque Grammy vinti in categorie diverse ci dicono di una band eclettica e multiforme, capace di fondere e sovrapporre generi fino a farli diventare tutti musica di Snarky Puppy. Alla maestria strumentale dei singoli si somma l'abilità a funzionare come ensemble e le capacità compositive di Michael League. La Metropole Orkest è unica nel suo genere. Nessuna altra orchestra stabile riesce, tanto meno a questi livelli, a interpretare una fusione di jazz, musica classica e popolare in una dimensione sinfonica da grande ensemble. Maestosa come una formazione classica, agile come una jazz big band, depositaria di una tradizione ormai storica (è stata fondata nel 1945), guidata da direttori come Vince Mendoza e adesso Jules Buckley, ha avuto di volta in volta ospiti che vanno da Ella Fitzgerald a Brian Eno, da Dizzy Gillespie a Jacob Collier, da Bono a Pat Metheny. Il concerto di Umbria Jazz con sul palco Snarky Puppy e Metropole Orkest si annuncia come un evento unico destinato a restare negli annali del festival.

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