Il "nuovo" Museo del Design Italiano. Triennale Milano

Triennale Milano presenta il nuovo percorso espositivo del "suo" Museo del Design Italiano, a cura del direttore Marco Sammicheli e di Marilia Pederbelli, con il progetto di allestimento di Roberto Giusti. L’itinerario presenta gli oggetti più significativi della collezione permanente dell’istituzione, comprese le acquisizioni più recenti, messi in dialogo con il contesto culturale, industriale e sociale in cui sono stati progettati e prodotti. Attraverso una selezione di oltre 400 oggetti, progetti e documenti ideati e prodotti tra la fine degli anni Venti e l’inizio del Duemila, il Museo racconta la storia delle sperimentazioni e delle trasformazioni del design italiano. I visitatori sono accolti da una timeline posta sulla parete sinistra, scandita in decadi, che racconta una serie di eventi politici, economici e sociali legati alla storia d’Italia - ad esempio il secondo Dopoguerra, il Boom economico, il 1968, l’Austerity, l’avvento del postmoderno - insieme a riferimenti alla storia di imprese e aziende che hanno partecipato allo sviluppo del Paese, tra cui l’inaugurazione della rete autostradale, le esposizioni della Fiera di Milano o la nascita e lo sviluppo della televisione.
Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, spiega: "Sveliamo la nuova edizione del Museo del Design Italiano, una collezione di arredi e oggetti straordinari che hanno fatto la storia del nostro Paese e sono rimasti nella memoria di ciascuno di noi. La collezione è pensata come una scuola e come uno spazio sempre più accessibile. Abbiamo inoltre deciso di rendere gratuito l’ingresso per gli studenti di qualsiasi età e di ogni parte del mondo". Per Sammicheli "il nuovo percorso dà voce al legame tra storia italiana e aziende facendo emergere il rapporto tra design, innovazione e industria. La riflessione si sviluppa intorno a tematiche che sono state decisive per il mondo della progettazione, che vengono affrontate all’interno del percorso con modalità interattive, ludiche e didattiche. Questo racconto mette in campo anche le recenti acquisizioni, dando vita al dialogo tra nuove necessità, discipline produttive e cambiamenti della società". Il nuovo percorso è stato progettato per offrire un’esperienza piacevole e accessibile ad un pubblico sempre più ampio. Grazie anche alla consulenza di Associazione Culturale Fedora, Associazione L’abilità, Laboratorio COmeta del Politecnico di Milano - realtà specializzate in accessibilità - sono a disposizione dei visitatori diversi strumenti per facilitare e supportare la fruizione e la visita al museo, tra cui materiali in Easy to Read (linguaggio facile da leggere), CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), Braille, caratteri ingranditi, contenuti video tradotti in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e IS (International Sign), audiodescrizioni, mappe tattili, kit e zaini sensoriali per adulti e bambini, solo per citarne alcuni. L'esposizione è completata da cinque approfondimenti tematici trasversali che spaziano da questioni estetiche e formali a riflessioni metodologiche sul progetto e sui suoi strumenti di comunicazione e diffusione. Questi "focus", concepiti insieme a Mammafotogramma come vere e proprie installazioni interattive site-specific sono dedicati ai temi: decorazione, riviste di settore, persona, autoprogettazione e leggerezza.
  
La sezione dedicata alla decorazione, composta da un imponente arazzo tattile e da un tavolo contenente un puzzle 3D vuole stimolare, partendo da frammenti tratti da oggetti, disegni e fotografie conservati nelle collezioni e negli archivi di Triennale, una libera interazione tattile; quella delle riviste propone, oltre a molti esempi di magazine italiani e internazionali, una video animazione che illustra, attraverso diverse tecniche cinematografiche come stop motion, live action e animazione 2D, alcune caratteristiche fondamentali per progettare una pubblicazione: il formato, le griglie, i font, il layout, le fotografi e le immagini; la sezione intitolata "Persona" è riferita a progetti per moda e accessori ed è analizzata attraverso un impianto ludico che ricorda "gira la moda", il famoso gioco in voga negli anni Ottanta utilizzato per creare disegni di modelli abbinati a vari capi di abbigliamento. L'installazione è infatti composta da tre monitor sovrapposti sui quali, premendo tre bottoni, è possibile far scorrere alcune immagini come in una slot machine. Ogni monitor mostra un dettaglio tratto da fotografie conservate negli archivi di Triennale e, combinati insieme, questi frammenti genereranno una figura (umana o non) sempre diversa. L’autoprogettazione è analizzata dal punto di vista della progettazione non umana, per questa installazione è stato, infatti, sviluppato e messo in mostra un algoritmo in grado di attivare un processo generativo che compone arredi sulla base di una serie di dati reali. Protagonista dell’ultima sezione è il tema della leggerezza e prende la sedia Superleggera di Gio Ponti come uno dei paradigmi più emblematici. L’installazione invita il visitatore a prendere alcuni oggetti e a posarli sul piatto di una bilancia per confrontarne il peso con quello della Superleggera sperimentando, così, in modo diretto cosa significa "progettare la leggerezza". L'insieme mette in luce vari aspetti di notevole importanza che riguardano l’implementazione della collezione, che ha registrato sia un sensibile aumento del numero delle opere che l’ampliamento degli ambiti di ricerca. I lavori acquisiti recentemente spaziano da maestri come Ettore Sottsass, Carlo Mollino, Piero Bottoni e Antonia Campi, fino a personalità contemporanee come Antonio Citterio, Patricia Urquiola e Andrea Vallicelli. Tra i settori esplorati vanno menzionati il trasporto con automotive, i veicoli, la nautica, la moda - con acquisizioni di oggetti di Monica Bolzoni, Carla Crosta, Cinzia Ruggeri e l'archivio di Giusi Ferrè - oltre all'illustrazione e alla grafica con nomi quali Giorgio Forattini, Saul Steinberg, Armando Testa. È stata rafforzata la presenza di merceologie tradizionali come la ceramica, il vetro e gli smalti attraverso progetti e designer che hanno partecipato alle Triennali, come ad esempio Guido Andlovitz, Rosanna Bianchi Piccoli, Vinicio Vianello, Del Campo. Dal punto di vista storico, l'arco temporale è stato esteso verso la contemporaneità con una sostanziale presenza di progetti realizzati dal 1999 al 2005 da designer italiani e internazionali tra cui Ron Arad, Nathalie Du Pasquier, Naoto Fukasawa, Piero Lissoni, Tomás Maldonado, Jasper Morrison, Marc Newson e Fabio Novembre. Nell'occasione Triennale Milano ha realizzato un’edizione dell’Album Junior del Museo del Design Italiano, pubblicazione dedicata ai bambini e alle loro famiglie, che offre un contenuto video in LIS –lingua dei segni italiana, un breve glossario di termini illustrati in LIS e un audio descrizione. Il partner tecnico Saviola e quelli istituzionali Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano sostengono Triennale Milano anche per le attività del Museo del Design Italiano.

Photo Andrea e Filippo Tagliabue - FTfoto © Triennale Milano