La sezione dedicata alla decorazione, composta da un imponente arazzo tattile e da un tavolo contenente un puzzle 3D vuole stimolare, partendo da frammenti tratti da oggetti, disegni e fotografie conservati nelle collezioni e negli archivi di Triennale, una libera interazione tattile; quella delle riviste propone, oltre a molti esempi di magazine italiani e internazionali, una video animazione che illustra, attraverso diverse tecniche cinematografiche come stop motion, live action e animazione 2D, alcune caratteristiche fondamentali per progettare una pubblicazione: il formato, le griglie, i font, il layout, le fotografi e le immagini; la sezione intitolata "Persona" è riferita a progetti per moda e accessori ed è analizzata attraverso un impianto ludico che ricorda "gira la moda", il famoso gioco in voga negli anni Ottanta utilizzato per creare disegni di modelli abbinati a vari capi di abbigliamento. L'installazione è infatti composta da tre monitor sovrapposti sui quali, premendo tre bottoni, è possibile far scorrere alcune immagini come in una slot machine. Ogni monitor mostra un dettaglio tratto da fotografie conservate negli archivi di Triennale e, combinati insieme, questi frammenti genereranno una figura (umana o non) sempre diversa. L’autoprogettazione è analizzata dal punto di vista della progettazione non umana, per questa installazione è stato, infatti, sviluppato e messo in mostra un algoritmo in grado di attivare un processo generativo che compone arredi sulla base di una serie di dati reali. Protagonista dell’ultima sezione è il tema della leggerezza e prende la sedia Superleggera di Gio Ponti come uno dei paradigmi più emblematici. L’installazione invita il visitatore a prendere alcuni oggetti e a posarli sul piatto di una bilancia per confrontarne il peso con quello della Superleggera sperimentando, così, in modo diretto cosa significa "progettare la leggerezza". L'insieme mette in luce vari aspetti di notevole importanza che riguardano l’implementazione della collezione, che ha registrato sia un sensibile aumento del numero delle opere che l’ampliamento degli ambiti di ricerca. I lavori acquisiti recentemente spaziano da maestri come Ettore Sottsass, Carlo Mollino, Piero Bottoni e Antonia Campi, fino a personalità contemporanee come Antonio Citterio, Patricia Urquiola e Andrea Vallicelli. Tra i settori esplorati vanno menzionati il trasporto con automotive, i veicoli, la nautica, la moda - con acquisizioni di oggetti di Monica Bolzoni, Carla Crosta, Cinzia Ruggeri e l'archivio di Giusi Ferrè - oltre all'illustrazione e alla grafica con nomi quali Giorgio Forattini, Saul Steinberg, Armando Testa. È stata rafforzata la presenza di merceologie tradizionali come la ceramica, il vetro e gli smalti attraverso progetti e designer che hanno partecipato alle Triennali, come ad esempio Guido Andlovitz, Rosanna Bianchi Piccoli, Vinicio Vianello, Del Campo. Dal punto di vista storico, l'arco temporale è stato esteso verso la contemporaneità con una sostanziale presenza di progetti realizzati dal 1999 al 2005 da designer italiani e internazionali tra cui Ron Arad, Nathalie Du Pasquier, Naoto Fukasawa, Piero Lissoni, Tomás Maldonado, Jasper Morrison, Marc Newson e Fabio Novembre. Nell'occasione Triennale Milano ha realizzato un’edizione dell’Album Junior del Museo del Design Italiano, pubblicazione dedicata ai bambini e alle loro famiglie, che offre un contenuto video in LIS –lingua dei segni italiana, un breve glossario di termini illustrati in LIS e un audio descrizione. Il partner tecnico Saviola e quelli istituzionali Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano sostengono Triennale Milano anche per le attività del Museo del Design Italiano.
Photo Andrea e Filippo Tagliabue - FTfoto © Triennale Milano



