Wes Anderson: Gli archivi. La grande mostra di Londra

Sino a domenica 26 luglio 2026 il Design Museum di Londra presenta una grande mostra dedicata a Wes Anderson (qui sopra, in copertina) e alla sua produzione cinematografica, realizzata in collaborazione con la Cinémathèque française. Il museo inglese ha avuto accesso agli archivi personali del grande regista Usa e ai materiali da lui raccolti e conservati in oltre tre decenni. Grazie a ciò l'esposizione ripercorre molto da vicino l'evoluzione dei suoi film, dai primi esperimenti degli anni Novanta alle produzioni più recenti, passando per le collaborazioni con importanti partner creativi di lunga data. Si possono scoprire ed esplorare i retroscena e le storie celate nel design di film pluripremiati come, tra gli altri, Grand Budapest Hotel, La meravigliosa storia di Henry Sugar, Fantastic Mr. Fox e L'isola dei cani.
Grand Budapest Hotel, modellino
"Dal fascino malinconico de I Tenenbaum all'avventura giovanile di Moonrise Kingdom - così viene presentata la mostra - si scopre come la visione unica e originalissima di Anderson, e la sua attenzione ai dettagli, abbiano dato vita ad alcuni dei film più avvincenti dal punto di vista visivo degli ultimi decenni. Nel dettaglio, più di 700 oggetti e materiali di scena permettono di ricostruire la meticolosa arte cinematografica del regista attraverso storyboard originali, polaroid, schizzi, dipinti, quaderni scritti a mano, pupazzi, modelli in miniatura, decine di costumi indossati da personaggi molto amati e altro ancora". Tra la raccolta in mostra a Londra spiccano un modellino rosa confetto del Grand Budapest Hotel, i distributori automatici che appaiono in Asteroid City, la pelliccia FENDI indossata da Gwyneth Paltrow nel ruolo di Margot ne I Tenenbaum, i pupazzi originali in stop motion utilizzati per rappresentare le fantastiche creature marine in Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Mr. Fox con il suo caratteristico abito di velluto a coste e il cane da esposizione Nutmeg, insieme a set in miniatura. La mostra prevede anche la proiezione di Bottle Rocket, il primo cortometraggio di Anderson, realizzato nel 1993. Oltre agli oggetti di scena e alle ricostruzioni dei vari set cinematografici, viene esplorata anche la varietà di tecniche cinematografiche tradizionali e artigianali che l'autore continua a inventare e utilizzare nel suo lavoro, in particolare in relazione ai pupazzi e all'animazione stop-motion.  

L'appuntamento londinese non fa che confermare la personalissima visione e l'attenta ricerca di un artista - tra l'altro, ha ridisegnato una carrozza dei treni di lusso Belmond - che va oltre il mondo della Settima Arte proprio nel momento in cui diventa un autore paradigmatico nel panorama filmico contemporaneo, capace di imporre il suo stile particolare rifuggendo da ogni facile catalogazione. Le sue opere si connotano, sin dagli esordi, come un mondo a sè, sintesi di meraviglia, tecnica e racconto. Il regista statunitense - a ben guardare il più europeo della sua generazione - costruisce, via via nel tempo, un immaginario ricco di citazioni, sovrastrutture, approcci favolistici e colorati che non risparmiano, però, la critica sociale e lo sberleffo politico. Basta osservare i pastelli innevati di Zubrowka in The Grand Budapest Hotel (4 Premi Oscar) o annotare il nome stravagante di Ennui-sur-Blasé in The French Dispatch, presentato al Festival di Cannes del 2021, per rendersene conto. "Wes Anderson ha creato uno stile unico e riconoscibile - ha detto Cyrille Vigneron, presidente e ceo di Cartier International -. Anche se le sue storie ci portano in India, in New England, in un’Ungheria immaginaria, a Parigi o in qualsiasi altro luogo, lui ci trasporta innanzitutto nel suo mondo immaginario, poetico e realmente umano. Tutto nel suo cinema è fittizio, bizzarro, esilarante, eppure i suoi personaggi e i suoi eroi scaldano i nostri cuori. Le sue scenografie, i costumi e le immagini sono caratterizzati da un’incredibile precisione dove ci immergiamo totalmente e incondizionatamente". Arte e poesia prima che entri in azione la macchina da presa.

Copertina - Wes Anderson. © Searchlight Pictures. Photo Charlie Gray