San Valentino a tavola | Il Sangiovese di Lungarotti

Una cena improvvisata, la playlist giusta, nessuna formalità, solo connessione. Per festeggiare San Valentino non servono, per forza, la tovaglia ricamata, la candela a centro tavola e le posate d’argento. Basta preparare il piatto preferito e accompagnarlo con un vino che "parli'" chiaro, con il giusto ritmo, senza filtri. Ad esempio il Sangiovese della Tenuta Pometo di Lungarotti: autentico, diretto e "moderno". Un rosso succoso, scorrevole e divertente, a partire dall’etichetta che raffigura un curioso "vino-gatto" con un tralcio per coda e un calice nella zampa. L’immagine è ripresa da uno degli ex libris realizzati dall’artista Andrzej Kot per il Museo del Vino di Torgiano, creato negli anni Settanta dalla famiglia Lungarotti. Il Sangiovese Umbria IGT Pometo 2023 in bocca è dinamico con tannini delicati e una freschezza che lo rende versatile e conviviale.
Si abbina con naturalezza a molti piatti tradizionali, ma anche alla pizza gourmet e alla cucina fusion informale. E' ottimo anche come aperitivo se servito leggermente fresco. Il Sangiovese umbro è un po’ come le storie d’amore più armoniose: ha carattere, ma sa ascoltare; è intenso, ma mai esplosivo; lascia il segno senza essere invadente. E allora si brinda all’amore vero, quello semplice, spontaneo, senza clamori. Un calice alla volta. Lungarotti, storica realtà vitivinicola dell’Umbria, ha contribuito a scrivere la storia del vino italiano nel mondo. Fu Giorgio Lungarotti, nel Dopoguerra, a trasformare l’azienda agricola di famiglia a Torgiano, in una cantina di successo. Una storia che oggi continua nelle tenute di Torgiano e Montefalco grazie all’impegno, alla passione e alla competenza di tre generazioni della famiglia. Con il Progetto 1962, lanciato nel 2025, è iniziato un nuovo ciclo che riporta la maison alle sue radici per raccontare una nuova contemporaneità. La visione del Progetto 62, che prende il nome dalla prima annata del Rubesco e Torre di Giano, le due etichette simbolo rivisitate nella forma e nella sostanza, è chiara e ambiziosa: portare l’Umbria e il suo stile di vita lento nel mondo proponendo etichette intramontabili e territoriali. Tra i pilastri dell’azienda spiccano l’enoturismo e la promozione della cultura del vino, dell’olio e del patrimonio artistico dentro e attorno al Museo del Vino e quello dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano. 

Il museo del Vino a Torgiano

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LE TENUTE LUNGAROTTI DI TORGIANO E MONTEFALCO

Simbolo dell’eccellenza enologica umbra, Lungarotti ha contribuito a scrivere la storia del vino italiano nel mondo. Una storia cominciata con Giorgio, pioniere della moderna enologia italiana che nel dopoguerra ha trasformato l’azienda agricola di famiglia, a Torgiano, in una cantina di successo. Una storia che ancora oggi continua grazie all’impegno, alla passione e alla competenza di tre generazioni della famiglia che hanno saputo innovare senza tradire il carattere inconfondibile di vini come il Rubesco Riserva Vigna Monticchio - Torgiano Rosso Riserva DOCG, considerato tra i migliori rossi italiani, e il Rubesco - Rosso di Torgiano DOC. Lungarotti conta in tutto 250 ettari di vigneti, dislocati tra la Tenuta di Torgiano (230 ha, certificata VIVA dal 2018) e quella di Montefalco (20 ha, certificata biologica dal 2014), dove si pratica una viticoltura particolarmente attenta alla biodiversità. Tra gli scopi aziendali spicca anche la valorizzazione dell’enoturismo di qualità e la promozione della cultura del vino, dell’olio e delle tradizioni attraverso il Museo del Vino (Muvit) e quello dell’Olivo e dell’Olio (MOO) di Torgiano.

www.lungarotti.it