Printemps des Arts | "Utopie - Volume 1". Monte-Carlo

Da mercoledì 11 marzo a domenica 19 aprile 2026 torna il Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo, quest'anno dedicato al tema "Utopie - Volume 1", un viaggio in cui lo strumento musicale è il protagonista assoluto tra prime mondiali, grandi interpreti e incontri nei luoghi più emblematici del Principato. Da oltre quarant'anni Printemps des Arts persegue la sua missione: rinnovare la comprensione del mondo esplorando secoli di musica, navigando tra le epoche e avvicinando i continenti, mettendo insieme estetica e discipline. Sotto la presidenza di S.A.R. la Principessa di Hannover, l'edizione 2026 apre un nuovo capitolo invitando il pubblico ad ascoltare in modo diverso, seguendo i timbri, i gesti e i materiali, sempre all'insegna della diversità strumentale: dal duduk all'ondes Martenot, dalle corde di budello all'"oboe virtuale", dal violino al pianoforte sino ai fiati e oltre...
Bruno Mantovani
Spiega il direttore artistico Bruno Mantovani: "Che si tratti di viola, oboe o vibrafono, gli strumenti sono i veicoli del linguaggio musicale; sono necessari per materializzare il pensiero del compositore e quindi trasmettere l'opera e l'emozione che porta con sé. Ma conosciamo davvero questi oggetti che ci sembrano familiari ma rimangono piuttosto misteriosi per chi non li suona? Mettere in funzione uno strumento è prima di tutto una questione di tecnica. Dal giovane apprendista che emette i suoi primi suoni, spesso insopportabili per le orecchie degli adulti, al virtuoso che si destreggia tra le trappole delle opere più complesse, lo strumentista è un traduttore: dà vita alle note scritte su uno spartito e cerca lo stile nascosto oltre il testo musicale. Ogni strumento ha una genesi e un'evoluzione uniche. Mentre il violino di oggi è più o meno lo stesso di quello del XVI secolo , il moderno pianoforte a coda da concerto ha poca somiglianza con quello per cui Ludwig van Beethoven compose. Gli strumenti a fiato hanno subito una costante evoluzione, decuplicando il loro virtuosismo e la loro potenza sonora. Per quanto riguarda le percussioni, una famiglia di strumenti che comprende origini primitive, extraeuropee e moderne, hanno conosciuto uno sviluppo spettacolare parallelamente all'emergere dei linguaggi musicali contemporanei". In questa edizione della rassegna strumenti antichi e moderni dialogheranno tra epoche ed estetiche diverse. "I quartetti Danel e Mosaïques accosteranno corde di budello e metallo, archi curvi e dritti, mentre Les Ambassadeurs - la Grande Écurie, un ensemble storicamente informato, accompagnerà clavicembalo e fortepiano nei concerti di Wolfgang Amadeus Mozart e della famiglia Bach. Jean-Frédéric Neuburger, musicista poliedrico, presenterà opere di elevato virtuosismo"..., spiega ancora Mantovani.  

La presentazione del festival
Ma il pianoforte non sarà l'unico veicolo di virtuosismo. La violinista Alice Julien-Laferrière e il suo Ensemble Artifices condurranno il pubblico in un viaggio attraverso un repertorio tecnicamente impegnativo, sin della fine del XVII secolo. Conclude Mantovani: "La voce, strumento universale ed essenziale, non verrà dimenticata, a partire dal concerto di apertura, dove l'ensemble La Venexiana eseguirà una selezione di madrigali di Claudio Monteverdi e Carlo Gesualdo (alternati a brani per due fisarmoniche, veri e propri organi in miniatura, eseguiti dal duo XAMP). Un altro prestigioso gruppo vocale, l'Ensemble Gilles Binchois, tornerà nel Principato per presentare un repertorio di musica monofonica italiana del primo Trecento. Nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della rappresentanza diplomatica del Principato di Monaco in Spagna, il festival ospiterà anche una produzione de I Re Magi, un'opera da camera scritta e diretta da Fabián Panisello, compositore di fama internazionale residente a Madrid. Infine, assisteremo a una vera e propria 'battaglia' tra un tenore e un controtenore che si contrappongono nel repertorio vivaldiano con l'ensemble I Gemelli guidato dal tenore Emiliano Gonzalez Toro. Anche la voce parlata sarà al centro dell'attenzione con la TransAntarctic Odyssey, uno spettacolo per tutti i pubblici composto da Graciane Finzi, una vera e propria celebrazione dell'Antartide, ma anche durante un concerto in cui la pianista Claire Désert e il Quintetto Moraguès proporranno trascrizioni di Hector Berlioz che si alterneranno a letture di cronache scritte dal compositore, selezionate e recitate dal drammaturgo Dorian Astor". L'edizione 2026 avrà come epilogo la ripresa di due delle Miniature coreografate nel 2005 da Jean-Christophe Maillot, nonché la creazione di quattro nuovi movimenti in omaggio a quattro importanti compositori contemporanei. 

Photo Printemps des Arts