"Monteverro tra le migliori cantine del mondo" | BWW

Monteverro si conferma tra le eccellenze dell’enologia mondiale entrando ufficialmente nella rosa delle migliori cantine internazionali secondo il Best Wine of the World Competition (BWW), il concorso enologico organizzato da Tastingbook.com. Un traguardo di prestigio, ulteriormente rafforzato dall’assegnazione della Gold Medal ad alcune etichette - simbolo del produttore toscano. L’edizione 2025 del BWW ha visto la partecipazione di 19.321 vini provenienti da tutto il mondo, valutati attraverso un processo unico per rigore e selettività: quasi tre milioni di voti espressi da una community internazionale composta da 449.000 professionisti del settore e appassionati di vino. Numeri che rendono questa competizione non solo il concorso più partecipativo mai realizzato, ma anche uno dei più esigenti: meno dello 0,1% dei vini in gara ottiene infatti un riconoscimento finale.
Dopo una prima fase di votazione pubblica, soltanto i 10 - 100 vini più votati per ciascuna delle cinque categorie principali - rossi, bianchi, dolci, liquorosi e Champagne - hanno avuto accesso alla fase finale quando una giuria internazionale di esperti selezionati dalla rete globale di tastingbook.com, composta da oltre 16.000 professionisti tra critici, Master of Wine, giornalisti e produttori, ha valutato le varie etichette attraverso due degustazioni alla cieca, garantendo il massimo livello di obiettività. In questo contesto altamente competitivo, l'azienda italiana si è distinta non solo come cantina, entrando tra le Best Wineries of the World, ma anche per la qualità dei suoi vini Monteverro e Chardonnay 2019 che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento Gold (96 - 97 punti), riservato esclusivamente ai prodotti capaci di entrare nel gotha internazionale. "Siamo onorati di questo riconoscimento, che premia l’impegno, la passione e la dedizione che da sempre guidano il nostro lavoro - commentano a Capalbio -. I risultati ottenuti al BWW rappresentano una tappa importante di un percorso iniziato anni fa e costruito con coerenza e visione. Un cammino che affonda le sue radici nel primo grande riconoscimento del 2017, quando il concorso ha premiato il nostro enologo Matthieu Taunay come Best Winemaker of the World, confermando la solidità di un progetto che cresce nel tempo". 

www.monteverro.com

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LA TENUTA

"La tenuta dista pochi chilometri dal mare e si contraddistingue per i suoi caratteristici pendii dal terreno sassoso di argilla rossa. Ma a rendere così unica questa realtà sono anche le persone. La nostra autentica passione per il vino ci impone di non scendere a compromessi quanto alla lavorazione manuale e alla selezione delle uve in fase di vendemmia, per portare infine ogni vitigno, ogni terroir e ogni annata alla sua massima espressione, con precisione e adottando tecniche di vinificazione innovative. Monteverro si estende su tre colline per una superficie di circa 60 ettari, a un’altezza tra 30 e 80 metri sul livello del mare. Dai vigneti è possibile vedere il Mar Tirreno: distante soli cinque chilometri, garantisce una brezza costante per tutto l’anno. A Ovest si staglia all’orizzonte l’imponente profilo del Monte Argentario, mentre a Sud-Est, a una decina di chilometri, si trova il confine con il Lazio. Salendo sulle colline i vigneti cedono il passo alla Macchia mediterranea, la tipica vegetazione costituita da numerosissimi arbusti sempreverdi ed erbe aromatiche tra cui la lavanda, la ginestra, il rosmarino e il timo. Questo è anche l’habitat di diverse specie animali, il cui re incontrastato è il cinghiale. Ed è proprio a lui che Monteverro deve il suo nome: storicamente, 'verro' è la parola con cui in questa regione si indica il cinghiale, segno che la macchia circostante il piccolo comune di Capalbio è sempre stata (ed è ancora) dimora di molti di questi animali. Per permettere alla natura di svilupparsi il più possibile liberamente e favorire la biodiversità, solo 35 dei 60 ettari totali sono stati coltivati a vigneti mentre i restanti sono stati lasciati agli ulivi e, appunto, alla macchia mediterranea. La tenuta comprende, inoltre, un lago naturale circondato da antiche querce da sughero. Anche guardando l’impianto costruttivo ci si rende conto che qui la natura è protagonista: l’architettura, intenzionalmente costituita da edifici bassi, deve integrarsi il più possibile nel paesaggio e non dominarlo. Una parte della cantina è stata ricavata all’interno del versante per sfruttare la naturale refrigerazione di una struttura interrata. Quando abbiamo costruito la cantina, il nostro obiettivo primario era una lavorazione delle uve - e successivamente del vino - il più possibile naturale e rispettosa dell’ambiente, sfruttando la forza di gravità: qui si integrano a vicenda agricoltura sostenibile, molto lavoro manuale e tecnologie all’avanguardia, al fine di sfruttare appieno il potenziale qualitativo che cresce nel vigneto". (fonte: Monteverro)