Orchestra Sinfonica di Milano | La nuova stagione

La nuova Stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano, come tutti gli anni, si inaugura al Piermarini, grazie alla gentile ospitalità del Teatro alla Scala. Domenica 14 settembre 2025 è la data che segna l’inizio della seconda "regìa" di Emmanuel Tjeknavorian nel ruolo di direttore musicale, con un programma che offre un affascinante percorso nella grande tradizione romantica inserendo due vette del repertorio ottocentesco: la Quinta sinfonia di Čajkovskij e il Primo concerto per pianoforte di Brahms.
Rudolf Buchbinder © Marco Borggrreve
Per l’occasione si confronta con quest'ultima pagina solistica una leggenda del virtuosismo pianistico: Rudolf Buchbinder, musicista eccezionale che da sempre rende gloria al lavoro dei grandi compositori dell’Ottocento, attraverso una lente interpretativa di rara profondità. Il primo programma sinfonico della Stagione all’Auditorium di Milano rappresenta un omaggio, un ritorno a un compositore a cui l’Orchestra Sinfonica di Milano è profondamente legata: Gustav Mahler. Con la sua Quinta sinfonia, il lavoro che segna l’abbandono del mondo del Wunderhorn e l’avvicinarsi a una fase creativa nuova, l’Orchestra inaugura la Stagione nella sua 'casa' di Largo Mahler, venerdì 3 e domenica 5 ottobre, sotto la guida di Emmanuel Tjeknavorian. Sempre nel segno di Mahler è il concerto del 13 e del 15 febbraio 2026, nell’ambito del quale Yoel Gamzou propone la sua versione della Decima sinfonia, lavoro rimasto incompiuto a causa della morte improvvisa del compositore boemo. Dopo aver già eseguito negli anni scorsi entrambe le versioni "ricostruite" da Rudolf Barshai e Deryck Cooke, l’Orchestra Sinfonica di Milano ribadisce il suo ruolo in primissima linea rispetto al repertorio mahleriano proponendo al pubblico dell’Auditorium questa nuova, interessantissima, lettura di Yoel Gamzou, eccellente bacchetta già ospite della compagine di Largo Mahler nel corso della Stagione 2023/2024. In sintesi, il palinsesto 2025-26 presenta alcuni ritorni di vecchie conoscenze dell’Orchestra milanese.

  
Katia e Marielle Labèque
Katia Labèque era già stata ospite dell’Auditorium nella Stagione 2003/2004 in coppia con Viktoria Mullova per un programma da camera. Ritorna il 10 e il 12 ottobre con la sorella Marielle per eseguire, sotto la direzione di Emmanuel Tjeknavorian, il mitico Concerto per due pianoforti di Philip Glass, che il compositore americano aveva dedicato loro nel 2015. Completa il programma l’Ouverture da Le creature di Prometeo di Beethoven e la Quarta sinfonia di Brahms. Il 17 e 19 aprile, Claus Peter Flor, direttore emerito dell’Orchestra Sinfonica di Milano, torna in Auditorium per un concerto che unisce la solare Sesta sinfonia di Šostakovič alla n. 40 di Mozart. "C’è un motivo per cui certe pagine di musica sono così celebri: è perché sono bellissime", afferma Tjeknavorian. Una verità che si applica perfettamente proprio alla pagina mozartiana, vero e proprio capolavoro facente parte delle tre sinfonie finali composte dal genio salisburghese, ma che, rispetto alle altre due, mostra un carattere più malinconico e lunare. Il programma del 24 e del 26 aprile 2026 propone, invece, un viaggio nelle atmosfere dell’impero austroungarico, un’escursione musicale che dalle zone più remote dell’impero conduce direttamente a Vienna. Dopo il suo debutto durante la scorsa Stagione, Alfred Eschwé, kapellmeister e depositario della tradizione austriaca, propone un viaggio che inizia con Bartòk e i suggestivi Quadri ungheresi, prosegue con l’ultimo Haydn della Sinfonia n.103 "Con il rullo di timpani", e continua con una selezione straussiana tra cui spiccano la Tritsch-Tratsch-Polka e il Kaiser-Walzer.

  
Emmanuel Tjeknavorian
Dopo la sua interpretazione del Primo concerto di Chopin durante la scorsa Stagione, Kiron Atom Tellian ritorna nel capoluogo lombardo, il 21 e 23 maggio, sotto la direzione di Tjeknavorian, per confrontarsi con il Secondo concerto per pianoforte di Liszt, sfida per tutti i pianisti. La musica di questo gigante dell’Ottocento rappresenta il centro propulsore di un programma impaginato intorno all’idea di un Romanticismo virtuosistico e rivoluzionario. Ne è tappa fondamentale la Sinfonia fantastica di Berlioz, spartiacque nella visione della creazione sinfonica e parttitura fortemente legata alla storia della compagine, essendo stata eseguita dall’Orchestra Sinfonica di Milano nel suo primo storico concerto, sotto la direzione di Vladimir Delman, nel novembre del 1993. Pianista di straordinaria intelligenza e talento, Andrea Lucchesini torna a suonare con l’Orchestra Sinfonica di Milano venerdì 21 e domenica 23 novembre. L’occasione è particolarmente preziosa: l’esecuzione di Compass, recital per pianoforte e orchestra di Luciano Berio, che viene eseguito oggi per la prima volta in forma di concerto. Un appuntamento che si inserisce nelle celebrazioni dell’Orchestra per i 100 anni dalla nascita diBerio (già direttore onorario della "Verdi" dal 2000 al 2003). Sarà il direttore dell’Orchestra della Toscana, Diego Ceretta, classe 1996, a dirigere questo programma che unisce la musica di Berio a quella immaginifica di Respighi e Ravel. Le celebrazioni per ricordare il grande compositore italiano sono anticipate dal concerto da camera al Teatro Gerolamo dove, il 26 ottobre, le prime parti dell’Orchestra Sinfonica si confronteranno con un programma che affianca i Duetti per due violini e Glosse per quartetto d’archi di Berio a musiche di Webern e Šostakovič.
  
Del resto, il rapporto dell’Orchestra Sinfonica di Milano con la musica di oggi è intenso e profondo, come è attestato dalla presenza di un Compositore in Residenza, Nicola Campogrande, protagonista quest’anno il 30 gennaio e il 1° febbraio con Gioco di squadra, nuova commissione dell’Orchestra Sinfonica di Milano in occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, che vede la sua prima esecuzione assoluta sotto i migliori auspici. Questo nuovo lavoro sinfonico è affiancato al Concerto n. 2 di Rachmaninov (solista Jeneba Kanneh-Mason), una pagina traboccante di un pathos tipicamente post-romantico, e alla Settima di Beethoven, capolavoro sinfonico in cui i quattro movimenti offrono all’ascoltatore quattro gemme preziose, sotto la direzione di Emmanuel Tjeknavorian. La prestigiosa bacchetta di Marko Letonja torna sul podio dell’Orchestra dopo vent’anni: il 6 e l’8 febbraio porta in Auditorium un programma che ha il sapore di un viaggio nella memoria e nella nostalgia. Accompagnato dalla voce della talentuosa Siobhan Stagg, Letonja indaga le pieghe dei Vier letzte Lieder di Richard Strauss, addio alle scene del grande compositore tedesco. Il programma è completato dalla Suite tratta da Die Frau ohne Schatten - capolavoro della collaborazione tra Strauss e Hugo von Hofmannsthal - e dalla Quarta sinfonia di Beethoven. Oltre alle celebrazioni di Berio, quest’anno ricorre il 150° della nascita di Manuel de Falla (nato a Cadice il 23 novembre 1876), straordinaria espressione della connessione di un uomo con la sua terra, l’Andalusia. L’Orchestra Sinfonica di Milano ha scelto di celebrare questo grande musicista, purtroppo poco eseguito nelle programmazioni delle sale da concerto italiane, nei concerti del 23 e del 25 gennaio 2026, che prevedono il ritorno del direttore spagnolo Victor Pablo Pérez per Noches en los jardines de España per pianoforte e orchestra e nella "Danza spagnola" da La vida breve (contraltare, in questo impaginato, della nordica Seconda sinfonia di Sibelius). Tjeknavorian conduce, poi, il pubblico alla scoperta di alcune delle più preziose pagine dedicate al genere coreutico, portando sul palco dell’Auditorium di Milano per la prima volta una "sua" lettura di questo repertorio, proponendo una suite da lui stesso realizzata dal balletto Gayane del suo illustre conterraneo Aram Chačaturjan. Al fianco del compositore armeno troviamo Stravinskij con L’uccello di fuoco, espressione perfetta della sua fase compositiva "russa", e Manuel de Falla con Il cappello a tre punte, entrambi balletti scritti per il geniale Djagilev, deus ex machina dei Ballets Russes, insieme al raro Concerto per orchestra di Zoltán Kodály. Particolarmente attesi, sempre nell’ambito della Stagione 2025/2026, sono gli archi solisti invitati dal maestro Tjeknavorian, violinista d’eccezione ancora prima che orchestratore. L’Auditorium di Milano accoglie anche una serie di interessantissimi debutti che vedono protagonisti eccezionali strumentisti ad arco nell’ambito del panorama internazionale. Andrea Obiso, giovane talento del violino e spalla dei primi violini dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il 28 e il 30 novembre debutta sotto la direzione di Tjeknavorian con una pagina romantica per eccellenza: il Concerto per violino di Čajkovskij. Un programma tutto incentrato sul mondo russo, dove questa pagina solistica si trova in equilibrio con la Sinfonia n. 2 di Rachmaninov e l’Ouverture da Ruslan e Ljudmila di Michail Glinka. Il doppio debutto del violinista svizzero Sebastian Bohren e del direttore olandese Jac van Steen è in programma, invece, il 6 e l’8 marzo 2026, con un lavoro degli anni Ottanta del Novecento del compositore francese Henri Dutilleux, il Concerto per violino e orchestra L’arbre des songes. Se Dutilleux in questo Concerto del 1985 fonde più intimamente il solista con il suo ambiente orchestrale, Richard Wagner nel suo Waldweben svela nella sua musica la magia della foresta in cui si è rifugiato Sigfrido nel secondo atto dell’omonima opera. Completa il programma la Suite del 1947 da Petruška di Stravinskij, balletto che narra l’affascinante storia di una marionetta che torna alla vita. La settimana successiva, il 13 e 15 marzo, invece, è l’ora di conoscere il violino di Anne Akiko Meyers, una vera forza della natura. Soprannominata "the Wonder Woman of commissioning" da The Strad per la sua stretta collaborazione con importanti compositori del nostro tempo, Meyers ha vinto anche due Latin Grammy Award per il suo album "Fandango". Arriva all’Auditorium di Milano per debuttare con l’Orchestra Sinfonica nel Concerto per violino di Samuel Barber, in un impaginato che accoglie la cultura americana di Barber e Bernstein (con la splendida Candide Ouverture) e quella russa di Šostakovič (con la Sinfonia n. 5). Anche se non si è abituati ad ascoltarlo spesso in questa veste, il contrabbasso è uno strumento dal timbro profondo e ricco di fascino. Ha attraversato secoli di musica conquistando anche i mondi del jazz e del cinema, dove ha trovato una nuova vocazione solistica. A svelarne le mille sfumature timbriche, il 16 e il 18 gennaio 2026, sarà il virtuoso Dominik Wagner, contrabbassista austriaco di spicco, noto per la sua straordinaria abilità tecnica; interpreterà il Divertimento concertante per contrabbasso di Nino Rota, un’opera che esalta le straordinarie possibilità espressive di questo strumento, affiancata all’Orpheus di Franz Liszt e alla Sinfonia n. 6 di Dvořák, sotto la brillante bacchetta di Clelia Cafiero, la cui carriera si distingue per la versatilità e l’eleganza con cui affronta sia il repertorio operistico che quello sinfonico. Completa questa serie di debutti Sarah McElravy, violista che l’8 e il 10 maggio si misura con la rara Rapsodia-Concerto per viola e orchestra di Bohuslav Martinů, in un programma che si apre con l’Ouverture Carnival di Antonín Dvořák, e viene coronato dalla Renana di Schumann, sotto la bacchetta di Cornelius Meister, dal 2018 Generalmusikdirektor di Staatsoper e Staatsorchester di Stoccarda. Sono quattro le pietre miliari del repertorio che vedono impegnati Orchestra Sinfonica e il Coro Sinfonico di Milano durante la Stagione. Si inizia il 14, 15 e 16 di novembre con il Requiem di Giuseppe Verdi. Con dicembre, il mese dell’Avvento, è subito tempo del Messiah. Per ridare vita al capolavoro di Händel, il 12 e il 14 dicembre arriva sul podio di Largo Mahler uno dei più grandi esperti di prassi esecutiva barocca, Fabio Biondi, insieme ai solisti Giulia Semenzato (Soprano), Lorrie Garcia (Contralto), Jorge Navarro Colorado (Tenore) e Fabrizio Beggi (Basso). Maestro del Coro Massimo Fiocchi Malaspina. Appuntamento immancabile, dopo il clamoroso successo registrato durante la Stagione 2024/2025 in termini di affluenza di pubblico, la Sinfonia n.9 in Re minore op.125 di Beethoven (esecuzioni dal 29 dicembre al 1° gennaio), con Benedetta Torre (soprano), Laura Verrecchia (mezzosoprano), Davide Tuscano (tenore), Manuel Walser (basso). Maestro del Coro Massimo Fiocchi Malaspina. Nel segno del sacro, a Pasqua ecco un capolavoro della tradizione luterana, Ein Deutsches Requiem di Johannes Brahms. Un requiem non nel senso liturgico del termine, ma un’opera in memoriam nella visione creativa del compositore che tra gli anni Cinquanta e Sessanta dovette confrontarsi con la perdita della madre e dell’amico Robert Schumann. L’appuntamento è per l’1 e il 2 aprile 2026. Sempre nell’ambito della riflessione e della meditazione pasquale, si rinnova la collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano: il 30 marzo torna all’Auditorium di Milano la Cappella Musicale del Duomo diretta dal maestro Massimo Palombella, in un appuntamento intitolato "Vigilate et orate", un viaggio tra i Responsori dell’Officium Tenebrarum di Marc’Antonio Ingegneri per celebrare la Settimana Santa. Tra i principali valori dell’attività dell’Orchestra Sinfonica di Milano, un posto speciale è sicuramente occupato dalla profonda esigenza di creare connessioni e sviluppare continuativamente collaborazioni con le altre istituzioni musicali italiane. Per questo, sempre all’interno della programmazione 2025/2026, trova spazio una preziosa coproduzione, quella del 15 e del 17 maggio 2026, quando all’Auditorium avrà luogo l’incontro tra l’Orchestra Sinfonica di Milano e la Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, per l’occasione sotto la guida di un direttore dall’aura leggendaria: Christoph Eschenbach, tra le più autorevoli bacchette della sua generazione. Il programma della serata mette in dialogo due giganti del repertorio ottocentesco: il Bruckner romantico della Sinfonia n.4 e l’eroico Beethoven del Quinto concerto per pianoforte, affidato al giovane talento Tom Borrow. 


Rudolf Buchbinder © Marco Borggreve