Man Ray: M for Dictionary. Retrospettiva a Milano

Milano: Fondazione Marconi e Gió Marconi sono liete di annunciare Man Ray: M for Dictionary, un’ampia retrospettiva che pone il pensiero linguistico dell’artista come principio guida e ne esplora i diversi mezzi espressivi. La mostra, presentata in occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, è realizzata in collaborazione con il curatore e storico dell’arte Yuval Etgar e Deborah D’Ippolito. Fotografo tra i più celebrati dell’epoca moderna, ideatore originale di oggetti e multipli, pittore e disegnatore, Man Ray è stato un artista multimediale nel senso più ampio del termine. Attratto dal passaggio dall’artigianato manuale alla riproduzione meccanica, cercava di fondere dimensione formale e concettuale. Ma forse, più di ogni altra cosa, il mezzo espressivo che ha attraversato e caratterizzato l’intera sua produzione artistica è stato il linguaggio. All’anagrafe Emmanuel Radnitzky, nato nel 1890, Man Ray era figlio di immigrati russi che si stabilirono inizialmente a Filadelfia per poi trasferirsi a Brooklyn.

Don Bronstein e la scena jazz a Chicago. Triennale

Triennale Milano presenta la mostra Il ritmo dell’occhio. Don Bronstein e la scena jazz a Chicago 1953 - 1968, a cura di Filippo Fossati e Nicola Ricciardi, e concepita nel contesto di miart. L’esposizione è la prima mostra europea dedicata a Don Bronstein (Chicago, 1926 - 1968), fotografo, grafico e direttore artistico la cui opera ha attraversato in modo silenzioso ma decisivo la cultura visiva americana del Dopoguerra, e segna la prima presentazione organica del suo lavoro in Europa. Il ritmo dell’occhio presenta una selezione di 25 immagini tratte da uno dei corpi di lavoro più intimi: la scena jazz e blues di Chicago, ritratta nei club e negli studi di registrazione con la stessa discrezione che caratterizza tutto il suo lavoro.

Classiche Forme alla decima edizione | Beatrice Rana

Dieci anni di musica condivisa, di note che hanno attraversato estati salentine, di musicisti che hanno scelto di portare il proprio talento in questo angolo di Sud che abbiamo sempre creduto capace di accogliere il mondo. La decima edizione di Classiche Forme, il festival internazionale di musica da camera diretto da Beatrice Rana, sarà una festa, dal 19 al 26 luglio - con anteprima il 18 - ancora una volta "presentata" tra i chiostri barocchi, i palazzi storici e le bellezze naturali di Lecce e della sua provincia. Spiega l'affermata pianista: "Ho immaginato la decima edizione come una festa autentica, capace di custodire intatto l’entusiasmo degli inizi e, al tempo stesso, di esprimere la maturità di questi anni di valore e forza creativa".

John Travolta torna a Cannes debuttando alla regia

L'indimenticabile Vince Vega di Pulp Fiction torna sulla Croisette per un evento tanto inaspettato quanto emozionante: il suo primo film da regista. Dal Festival della Costa Azzurra l'anticipazione è ghiotta: "Presentato nella Selezione Premiere della kermesse, Propeller One-Way Night Coach è l'adattamento del libro pubblicato nel 1997 dalla star di Hollywood, appassionato di aviazione fin dall'infanzia e pilota professionista di grande esperienza. Il film originale di Apple la sua prima mondiale al Théâtre Debussy del Palais des Festivals, alla presenza dello stesso attore e regista. Con tre film presentati al Festival di Cannes - Pulp Fiction (1994) e She's So Lovely (1997) in concorso, e Primary Colors (1998) fuori concorso - una Palma d'Oro, due candidature all'Oscar e tre Golden Globe e Emmy, Travolta si è affermato come personaggio della cultura pop, grazie a cult come Saturday Night Fever (1977), Grease (1978), Blow Out (1981) e Hairspray (2007).

Albergo Pietrasanta: 30 anni d'arte e ospitalità. Versilia

Versilia: nel centro storico di Pietrasanta (Lucca), a pochi passi da Piazza Duomo, tra gallerie, laboratori e botteghe, l’Albergo Pietrasanta inaugura la stagione 2026 nel suo trentesimo anno di attività, un percorso che, in tre decenni, ha definito una forma di ospitalità in cui la storia del luogo (Palazzo Barsanti Bonetti), il territorio e la collezione dei proprietari si intrecciano, unendo a un’atmosfera intima un rapporto diretto con l’arte come esperienza viva. Fin dall’inizio, la residenza nasce da un’intuizione precisa: non esporre una collezione, ma condividerla. Non separare l’arte dagli spazi della vita, ma lasciarla entrare nella quotidianità, accompagnando i gesti più semplici del soggiorno. In questo senso, l’Albergo Pietrasanta non si configura né come un museo né come una casa privata, ma come uno spazio attraversabile, in cui le opere si offrono allo sguardo senza mediazioni, come presenze familiari.