Estate alle Egadi | A Favignana torna il FestivalFlorio
Dopo anni di silenzio e un’anteprima autunnale carica di emozione, il FestivalFlorio torna nella sua veste estiva - dal 28 giugno al 5 luglio 2026 - sulla terra e sul mare che lo hanno visto nascere e crescere: l’isola di Favignana. E' un ritorno fortemente voluto, condiviso e costruito con passione da tutta la comunità delle Egadi e dai suoi protagonisti: dal Comune di Favignana all’Associazione Kymbala, passando per artisti, partner istituzionali e privati, oltre a un’intera rete di volontari. FestivalFlorio 2026 è anche una promessa mantenuta. È l’eco di un progetto culturale che non si è mai del tutto spento, ma che oggi rinasce con rinnovata energia, come a voler "riannodare i fili" di un racconto interrotto, per ritessere il dialogo tra le isole e il mondo. Un dialogo che ha radici lontane e lo sguardo aperto sull’Europa, grazie anche al lavoro del direttore artistico Giuseppe Scorzelli, che vive e lavora tra la Germania e l’Italia, portando avanti un’intensa attività di promozione anche nei circuiti internazionali del turismo e della cultura.
L'ammiraglia Seadeck 9 di Azimut nasce sotto le Alpi
Azimut Seadeck 9, il più grande yacht mai realizzato ad Avigliana (Torino), vuole essere l'emblema dell’eccellenza tecnologica e manifatturiera del cantiere. Alcuni progetti possono nascere ovunque. Altri, per complessità, visione e ambizione, possono esistere in un solo luogo. Seadeck 9 appartiene a questa seconda categoria e, naturalmente, al cantiere Azimut di Avigliana. E' il più grande yacht mai realizzato qui, all'insegna di un artigianato strategico, di una manifattura di pregio e dentro un processo ad alta tecnologia. Con i suoi 26 metri, questa ammiraglia della Serie Seadeck è l’espressione tangibile del "genius loci" del sito, un'unione tra artigianato e industria che valorizza un patrimonio di competenze supportato da un piano di investimenti del valore di 50 milioni di euro avviato nel 2023 nel ridisegno di spazi, processi e flussi produttivi, abilitando la costruzione di yacht fino a 27 metri.
Rado x Les Couleurs | Le Corbusier Special Edition
Rado svwla la nuova collezione True Round x Les Couleurs Le Corbusier Special Edition ispirata all’audace visione di uno dei grandi maestri dell’architettura moderna. Le tre nuove creazioni rappresentano l’ultimo capitolo di una collaborazione di lunga data tra Rado e Les Couleurs Suisse. Per Rado, conosciuto come Master of Materials, i design audaci di Le Corbusier, così come il suo utilizzo di materiali moderni e colori decisi, risuonano profondamente con il suo approccio all’orologeria e con la sua costante vocazione all’innovazione.
Il "nuovo" Museo del Design Italiano. Triennale Milano
Triennale Milano presenta il nuovo percorso espositivo del "suo" Museo del Design Italiano, a cura del direttore Marco Sammicheli e di Marilia Pederbelli, con il progetto di allestimento di Roberto Giusti. L’itinerario presenta gli oggetti più significativi della collezione permanente dell’istituzione, comprese le acquisizioni più recenti, messi in dialogo con il contesto culturale, industriale e sociale in cui sono stati progettati e prodotti. Attraverso una selezione di oltre 400 oggetti, progetti e documenti ideati e prodotti tra la fine degli anni Venti e l’inizio del Duemila, il Museo racconta la storia delle sperimentazioni e delle trasformazioni del design italiano. I visitatori sono accolti da una timeline posta sulla parete sinistra, scandita in decadi, che racconta una serie di eventi politici, economici e sociali legati alla storia d’Italia - ad esempio il secondo Dopoguerra, il Boom economico, il 1968, l’Austerity, l’avvento del postmoderno - insieme a riferimenti alla storia di imprese e aziende che hanno partecipato allo sviluppo del Paese, tra cui l’inaugurazione della rete autostradale, le esposizioni della Fiera di Milano o la nascita e lo sviluppo della televisione.
"I primi omosessuali" | Kunstmuseum di Basilea
La mostra "I primi omosessuali: la nascita di nuove identità 1869-1939" al Kunstmuseum di Basilea punta i riflettori sulla precoce visibilità del desiderio omosessuale e della diversità di genere nelle arti. Attraverso circa ottanta dipinti, opere su carta, sculture e fotografie, viene illustrato come nuove visioni di sessualità, genere e identità abbiano preso forma a partire dal 1869, anno in cui la parola "omosessuale" apparve per la prima volta sulla stampa. La presentazione sfaccettata presenta prospettive sulle comunità queer, ritratti intimi, scelte di vita audaci, desideri codificati e coinvolgimenti coloniali. Il termine "omosessuale" entrò in uso per la prima volta nel mondo di lingua tedesca nel 1869 e subì un sostanziale cambiamento nei decenni successivi.
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