Frederique Constant Classics Runabout GMT 2026
Novità Frederique Constant nella collezione Classics Runabout, una serie particolarmente ricercata, il cui aggiornamento è proposto con cadenza ormai biennale. Nel 2026 il modello da 42 mm di diametro si declina in due versioni: quadrante Blu Abisso o Marrone Teak, a richiamare i gioielli nautici che la Riva Historical Society custodisce con passione. L’orologio dispone di una funzione GMT di Manifattura ed è realizzato in soli 888 esemplari per ciascuna creazione. "Si tratta di un orologio molto atteso dai collezionisti. Dal 2013, anno in cui la Manifattura ginevrina e la Riva Historical Society hanno avviato la loro collaborazione, questo modello è diventato una presenza costante e si concede il lusso di un ritorno regolare. Ogni due anni la Maison realizza un modello in edizione limitata, rendendo omaggio a queste imbarcazioni leggendarie e contribuendo alla loro conservazione. Una proposta che sa rinnovarsi continuamente al passo con i costanti progressi del marchio", sottolinea Frederique Constant.
Astratto Organico | Moore e altri 5 scultori. Massa
In seguito al grande successo della mostra "Gigi Guadagnucci Gio’ Pomodoro, Conversazione sulla natura”, tenutasi nel 2025 presso il locale Museo Gigi Guadagnucci, l’amministrazione comunale di Massa prosegue la sua ricerca con l’intento di costruire una progettualità di lungo termine finalizzata ad un’alta qualità dell’offerta culturale. In questo quadro, il Museo e Villa Rinchiostra consolidano il proprio ruolo di luogo di riferimento nazionale ed internazionale dando appuntamento ad un nuovo approfondimento sulla scultura del secondo Novecento. Si tratta di "Astratto Organico", a cura di Mirco Taddeucci e con i testi critici di Kevin McManus, realizzato in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Henry Moore. L'esposizione, che presenterà opere dello stesso Moore e di Agustin Càrdenas, Antoine Poncet, Alberto Viani, Alicia Penalba e Maria Papa Rostkowska, aprirà al pubblico venerdì 31 luglio alle ore 18.30 e rimarrà accessibile ai visitatori fino a mercoledì 7 ottobre 2026.
Il Museo del Disco d’Epoca | Sogliano al Rubicone
Nel cuore di Sogliano al Rubicone (Forlì-Cesena), all’interno delle sale affrescate del Palazzo della Cultura - originariamente noto come Palazzo Marcosanti-Ripa e risalente al XIX secolo - ha sede il Museo del Disco d’Epoca. Frutto del collezionismo discografico di Roberto Parenti, è ospitato al piano nobiliare del palazzo dal 2012, ma le sue origini risalgono a molto prima: nel 1995, Parenti era arrivato a raccogliere la sua già corposa collezione all’interno di un garage a pochi passi dall’attuale sede museale. Successivamente ad un lavoro di studio e organizzazione del materiale, i 30 anni di collezionismo discografico prendono una forma ordinata e coerente. Ad oggi il patrimonio custodito conta un totale di 80.000 dischi di cui 50.000 conservati nell’ex sede oggi adibita a magazzino e circa 30.000 esposti nelle sale museali. La raccolta ricostruisce 150 anni di storia registrata e non solo.
Zimerman e Deutsche Grammophon. 50 anni insieme
Cinquant'anni fa, a fine giugno 1976, Krystian Zimerman firmò il suo primo contratto con Deutsche Grammophon (DG). Fin dagli esordi, la sua arte ha toccato e ispirato persone in tutto il mondo, grazie soprattutto alle sue esclusive registrazioni per la Yellow Label. Nel loro insieme, esse testimoniano e documentano il suo straordinario percorso artistico. DG annota: "Siamo onorati di aver condiviso una collaborazione musicale che continua ad affascinare nuovi pubblici e generazioni di giovani". Per il grande pianista polacco la musica è l'arte di organizzare le emozioni nel tempo. Le sue interpretazioni, che spaziano da Beethoven e Chopin a Schubert e Szymanowski, rivelano infinite sottigliezze espressive e la profonda chiarezza della sua narrazione musicale. Il suo posto tra i più grandi interpreti contemporanei della tastiera si fonda, tra l'altro, sulla freschezza e sull'originalità delle esecuzioni, sempre intensamente personali e preparate con una cura meticolosa. Può studiare un'opera per decenni, esplorandone ogni sfaccettatura e contemplandone il significato, prima di inserirla nel suo repertorio o di registrarla in studio. Il suo approccio connota un dinamico processo di evoluzione creativa, in cui l'autocritica, la profonda riflessione e l'intuizione giocano un ruolo fondamentale. "La cosa definitiva - ciò di cui è fatta l'arte - si compie nella sala da concerto", osserva.
“Jannis Kounellis: Io sono un pittore”. A Lugano
Lugano: la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati presenta “Jannis Kounellis: Io sono un pittore”. Il progetto espositivo, a cura di Vincenzo de Bellis, assume per la prima volta la pittura come principale lente interpretativa dell’opera dell'artista (Il Pireo, 1936 - Roma, 2017). Viene quindi proposta una prospettiva critica alternativa - più ampia e radicale - rispetto alla semplice ricezione del maestro come uno dei protagonisti dell'Arte Povera e poeta della materia, come spesso è stato celebrato.
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