Copertina - Installation view, ROBERTO CAPUCCI. Vestire LE muse. Photo Alessandro Betti
Sopra - Roberto Capucci, Abito da sposa, 1989. Collezione privata. Photo Paolo Robino
Sopra - Roberto Capucci, Abito da sposa, 1989. Collezione privata. Photo Paolo Robino
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ROBERTO CAPUCCI
Nato a Roma nel 1930, Roberto Capucci si afferma fin dagli anni Cinquanta come una delle figure più innovative della moda italiana. Nel 1950 apre il suo primo atelier in via Sistina a Roma, ma il battesimo del fuoco avviene a Firenze nel luglio del 1951, nell’ambito della prima manifestazione della nascente moda italiana organizzata dal marchese Giorgini. Nel 1956, quando Christian Dior lo definisce il migliore creatore di moda italiano, Capucci disegna uno dei suoi modelli più famosi: il Nove gonne. Due anni dopo rivoluziona il linguaggio sartoriale con la Linea a scatola, che gli vale il prestigioso riconoscimento della Filene ’s Young Talent Design Award di Boston. Nel 1962 apre un atelier a Parigi, dove sperimenta forme, colori e materiali inusuali, dalla plastica al plexiglas. Tornato a Roma, nel 1968, prosegue la sua ricerca trasformando l’abito in una vera e propria opera d’arte. Negli anni Ottanta sceglie la libertà creativa al di fuori dei circuiti tradizionali dell’alta moda, presentando una sola collezione all’anno in forma di mostra. La sua ricerca raggiunge la consacrazione nel 1995, quando espone dodici abiti-scultura ispirati ai minerali alla Biennale di Venezia. Tra le sue creazioni più celebri figurano l’abito-scultura Oceano, realizzato per l’Expo di Lisbona del 1998, e Omaggio a Giorgini (2001). Nel 2020 firma i costumi per il balletto Le creature di Prometeo, presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Nato a Roma nel 1930, Roberto Capucci si afferma fin dagli anni Cinquanta come una delle figure più innovative della moda italiana. Nel 1950 apre il suo primo atelier in via Sistina a Roma, ma il battesimo del fuoco avviene a Firenze nel luglio del 1951, nell’ambito della prima manifestazione della nascente moda italiana organizzata dal marchese Giorgini. Nel 1956, quando Christian Dior lo definisce il migliore creatore di moda italiano, Capucci disegna uno dei suoi modelli più famosi: il Nove gonne. Due anni dopo rivoluziona il linguaggio sartoriale con la Linea a scatola, che gli vale il prestigioso riconoscimento della Filene ’s Young Talent Design Award di Boston. Nel 1962 apre un atelier a Parigi, dove sperimenta forme, colori e materiali inusuali, dalla plastica al plexiglas. Tornato a Roma, nel 1968, prosegue la sua ricerca trasformando l’abito in una vera e propria opera d’arte. Negli anni Ottanta sceglie la libertà creativa al di fuori dei circuiti tradizionali dell’alta moda, presentando una sola collezione all’anno in forma di mostra. La sua ricerca raggiunge la consacrazione nel 1995, quando espone dodici abiti-scultura ispirati ai minerali alla Biennale di Venezia. Tra le sue creazioni più celebri figurano l’abito-scultura Oceano, realizzato per l’Expo di Lisbona del 1998, e Omaggio a Giorgini (2001). Nel 2020 firma i costumi per il balletto Le creature di Prometeo, presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

