Il Montreux Jazz Festival nei ritratti di Anoush Abrar

Per celebrare la sua sessantesima edizione (3-18 luglio 2026), il Montreux Jazz Festival annuncia la pubblicazione del libro "The Elegance of Time", realizzato in collaborazione con Anoush Abrar, il fotografo svizzero-iraniano che lavora a stretto contatto con gli artisti dal 2018. Il volume raccoglie oltre 150 ritratti e racconta il dietro le quinte della manifestazione attraverso un tema centrale: la singolare temporalità della grande rassegna musicale elvetica, sospesa ogni estate tra la magia del momento e gli echi della sua storia. Tra le sue pagine si incontrano diverse generazioni di interpreti, dalle leggende (Quincy Jones, Santana, Grace Jones, Dionne Warwick…) ai protagonisti dell'ultimo decennio (Raye, Sam Smith, Jacob Collier, Sofiane Pamart…). Abrar collabora a stretto contatto con gli artisti di Montreux.
Il libro ne racconta alcuni momenti rari: quando ha immortalato Raye accanto al nonno svizzero (uno scatto che sarebbe poi finito sulla copertina del suo album Live at Montreux); quando Marc Rebillet lo ha invitato a raggiungerlo sul palco e ha posato in mutande davanti a cinquemila persone o quando ha fotografato Grace Jones vestita da aviatore in stile retrò, nella sua stanza al Montreux Palace; o quando ha immortalato l'ultima serata di Quincy Jones ."Il Montreux Jazz Festival apre un mondo di possibilità. Non è un caso che così tanti artisti accettino di parteciparvi. L'aura del Festival li convince a lasciare il segno. Ma credo che ciò sia dovuto soprattutto alla calorosa accoglienza del Festival, all'eredità di Claude Nobs e a un sapere tramandato di generazione in generazione", osserva l'artista. Ad ogni pagina il tempo resta il tema centrale del libro, narrato attraverso una trentina di storie. Il Montreux Jazz Festival si dispiega qui a un ritmo unico, racchiuso tra la magia del momento e gli echi della sua storia. Un tempo sospeso in cui ogni estate nascono momenti rari, persino leggendari. In minuti, giorni o anni, ogni storia è inscritta in una precisa temporalità: le 2:45 del mattino, l'ora in cui Sam Smith si unisce a una jam session con un suonatore di kora africana; 16 giorni, la durata del soggiorno di Jon Batiste, dal primo all'ultimo giorno del festival; il 1978, l'anno in cui Gilberto Gil portò la musica brasiliana a Montreux; o le 23:15, l'ora in cui Benson Boone chiude il suo concerto con un tuffo acrobatico dal Lake Stage.  

Anoush Abrar
"Dare a ogni incontro il tempo necessario, lasciando spazio all'improvvisazione e all'imprevedibilità: è in questa concezione del tempo ....che risiede una certa eleganza a Montreux. In questo ambiente rilassante, tra lago e montagna, molti artisti desiderano fermarsi qualche giorno in più, accettano di adattare i loro tour a location più intime, osano fare ciò che non oserebbero fare altrove e sono liberi di suonare fino alle prime ore del mattino. Qui il tempo non è un limite, ma apre a nuove possibilità", spiega Mathieu Jaton, ceo del Montreux Jazz Festival. Negli ultimi anni, senza più una base fissa, Abrar ha abbracciato l'improvvisazione e i suoi ritratti sono diventati testimoni sensibili di questo periodo straordinario. L'approccio più diretto, svincolato dal tradizionale ambiente dello studio, si è affermato come un vero e proprio metodo di lavoro che il fotografo continuerà ad adottare nelle future edizioni della grande rassegna musicale sul Lago di Ginevra.

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Editore: Montreux Jazz Festival
Fotografie: Anoush Abrar
Testi: Steve Riesen (Montreux Jazz Festival)
Progetto grafico: Marisa de Oliveira (alafolie)
Data di pubblicazione: 10 giugno 2026
Numero di pagine: 256
Dimensioni/formato: 22,5 x 29,5 cm
Copertina: copertina rigida, dorso dritto, cucita
Carta: Lessebo Smooth White
Tiratura: 5.000 copie
Lingua: edizione bilingue (testi in inglese e francese)
Punto di vendita: online
montreuxjazzshop.com