5 aprile 2026

Man Ray: M for Dictionary. Retrospettiva a Milano

Milano: Fondazione Marconi e Gió Marconi sono liete di annunciare Man Ray: M for Dictionary, un’ampia retrospettiva che pone il pensiero linguistico dell’artista come principio guida e ne esplora i diversi mezzi espressivi. La mostra, presentata in occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, è realizzata in collaborazione con il curatore e storico dell’arte Yuval Etgar e Deborah D’Ippolito. Fotografo tra i più celebrati dell’epoca moderna, ideatore originale di oggetti e multipli, pittore e disegnatore, Man Ray è stato un artista multimediale nel senso più ampio del termine. Attratto dal passaggio dall’artigianato manuale alla riproduzione meccanica, cercava di fondere dimensione formale e concettuale. Ma forse, più di ogni altra cosa, il mezzo espressivo che ha attraversato e caratterizzato l’intera sua produzione artistica è stato il linguaggio. All’anagrafe Emmanuel Radnitzky, nato nel 1890, Man Ray era figlio di immigrati russi che si stabilirono inizialmente a Filadelfia per poi trasferirsi a Brooklyn.
Nel 1912 la famiglia abbreviò il proprio cognome in Ray con l’intento di celarne le origini ebraiche. Ancora giovane, Emmanuel fece lo stesso, trasformando il proprio nome in Man Ray: un gioco di parole dal carattere trasformativo che gli consentì di reinventare la propria identità senza cancellarla del tutto. Questo episodio, al tempo stesso fonte di ispirazione e di tensione, divenne emblematico del suo modo di intendere l’arte e rappresentò con ogni probabilità il primo di una lunga serie di slittamenti e giochi linguistici. Come un dizionario, la mostra Man Ray: M for Dictionary sviluppa la fascinazione dell’artista per le relazioni inesplorate tra parole, oggetti e immagini. Prima retrospettiva dell’opera di Man Ray che fa del linguaggio la principale chiave di lettura, Man Ray: M for Dictionary rievoca l’esposizione dell’artista presso lo Studio Marconi nel 1969 (Je n’ai jamais peint un tableau récent) e la realizzazione del suo celebre ciclo di disegni Alphabet for Adults. Raccolta di giochi visivi e linguistici, ogni disegno dell’alfabeto presenta una lettera accompagnata dall’immagine di una parola che inizia con quella stessa lettera (‘D’ per delight, devise o do, e ‘R’ per real o regret). Vero e proprio scrittore visivo, Man Ray dà forma, nei suoi disegni così come nelle fotografie, negli oggetti e nei dipinti, a un autentico esperimento linguistico: ironico e critico, ma anche intimo e profondamente provocatorio. "Creare un nuovo alfabeto a partire dai resti di una conversazione può condurre solo a nuove scoperte nel linguaggio - scriveva - e la concentrazione è il fine desiderato, come in un anagramma la cui densità è misura del suo destino". M for Dictionary è organizzata in cinque sezioni principali, intitolate "The Alphabet", "Light Writing", "Body Language", "Objectives" e "Mathematical Objects". Un secondo allestimento, dal titolo In Other Words, presenta opere di artisti contemporanei della galleria - Alex Da Corte, Simon Fujiwara, Wade Guyton, Allison Katz e Tai Shani - la cui attenzione al linguaggio come condizione della creazione visiva e materiale si collega direttamente all’eredità di Man Ray. 

Copertina - Man Ray, Autoritratto/Self-Portrait, 1943-1974Fotografia / Photograph, 1974, 18 x 13 cm Edition of 100, Studio Marconi, Milan, © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026 

Sopra - Man Ray, Main Ray, 1935-1971, Bronzo dipinto e palla da biliardo in avorio su una base di plexiglass, Painted bronze, ivory billiard ball on plexiglass base, 23.5 x 14.6 x 14.6 cm Edition of 10, Galleria Schwarz, Milan 1971, © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026

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Man Ray: M for Dictionary
Sabato 11 aprile - Venerdì 24 luglio 2026
Martedì - Sabato: 11 - 18
GióMARCONI
Via Tadino, 15
MILANO

Man Ray: M For Dictioary, Milano